lunedì 21 maggio 2018

Recensione - "Le figlie del mare" di Mary Lynn Bracht



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"FIGLIE DEL MARE"


MARY LYNN BRACHT

Editore: Longanesi

Traduttore: Katia Bagnoli
Pagine: 372
Prezzo: 18,60 euro
Sinossi: qui






Ci sono romanzi che ti fanno sognare, altri che ti emozionano, altri che ti frantumano il cuore in mille pezzi e ti rimangono dentro, si ancorano alla tua anima e pilotano i tuoi pensieri verso quella storia, quel passato che se pur inammissibile è esistito. E poi fai fatica a concretizzare le immagini avanti ai tuoi occhi perché tanta cattiveria veramente non riesci a darle una forma e farla vivere. 

Mary Lynn Bracht ha scritto una storia in ricordo delle "donne di conforto", come testimonianza di un passato che fino a pochi anni fa era inimmaginabile. Il vissuto di Hana e Emi, due sorelle coreane, ci fanno rivivere gli orrori di una guerra e le tradizioni di un popolo lontano dal nostro.
Ci troviamo sull'isola di Jeju, un pezzettino di terra di origine vulcanica situata a sud della Corea. E' usanza, da quelle parti, che le donne seguono l'esempio della madre e diventano anch'esse delle "Haenyeo" - letteralmente "donne del mare". Hana è una di loro, si immerge in apnea nelle fredde profondità dell'oceano insieme alla madre, aiutando economicamente la famiglia vendendo il pescato al mercato del villaggio. Tutto può sembrare tranquillo ma ci troviamo a ridosso del secondo conflitto mondiale e non solo gli uomini vengono spediti al fronte ma anche le donne o meglio le ragazzine sono in pericolo...
Hana ha una grossa responsabilità, salvaguardare la sorellina, e lo fa con tutta se stessa. Rapita da un soldato sulla spiaggia inizia il suo vero incubo. Da "haenyea" a "donna di conforto", Hana viene mandata in Manciuria inconsapevole del suo ruolo. Reclutata dall'esercito giapponese e ridotta a schiava sessuale per i soldati dell'esercito imperiale. Anche se Emi rimane al villaggio con la famiglia non è semplice per lei andare avanti, la scomparsa della sorella e la vergogna del suo ruolo la costringono a dimenticare per sopravvivere e solo verso l'epilogo la verità ci induce a comprenderne alcuni aspetti.


"Figlie del mare" è un romanzo a due voci, Hana e Emi con le loro strazianti Vite raccontate su due diversi piani temporali mi hanno regalato un pezzo di storia che personalmente non conoscevo. Nelle prime pagine è Emi, ormai ottantenne, ad introdurci la figura di Hana. Ossessionata da sogni che le turbano il sonno, Emi, rievoca un passato chiuso a chiave nel suo cuore che fatica a uscire fuori e solo guardandosi indietro riuscirà a fare pace con i suoi sensi di colpa che la tormentano ogni giorno sempre di più.
La figura delle "confort woman" è stata ammessa dal governo giapponese nel 1993 e solo da pochi anni il loro genocidio viene considerato crimine di guerra. Grazie alla testimonianza di una "confort woman" pian piano le atrocità subite da queste povere donne durante il secondo conflitto mondiale sono emerse a galla. Finalmente si sono aperti gli occhi su una situazione vergognosa e inammissibile. Mary Lynn Bracht ha volutamente romanzare una storia nella storia, la vita di Hana e Emi rispecchia la vita di migliaia di donne vissute in quel periodo. Affascinante il ruolo delle "haenyea", donne dalla grande resistenza fisica e lancinante il ruolo delle "confort woman". 
Un romanzo perfetto a chi ama quel periodo storico che strazia ma nello stesso tempo insegna. Due storie che camminano parallele, entrambe coinvolgenti e dure, entrambe intrise di dolore e di VITA. Un romanzo che meriterebbe il massimo dei voti ma che invece a mio avviso manca di qualcosa che non riesco a identificare nonostante il suo stile fluido permette alle pagine di scorrere veloci isolandoci dalla realtà, mentre l'immaginazione elabora immagini nitide nella nostra mente e le stampa nel nostro cuore.

"Figlie del mare" lascia il segno e merita di essere letto, per conoscere, per ricordare ma soprattutto per non dimenticare, gli orrori della guerra, la cattiveria dell'uomo e la sofferenza di migliaia di persone innocenti. 


lunedì 14 maggio 2018

Recensione - "Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo

Buon lunedì cari lettori!

Oggi vi propongo il mio pensiero su un romanzo letto in treno e che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio. Complice la Feltrinelli che ha messo in super offerta alcuni titoli veramente interessanti, come al solito non ho saputo resistere e così ho portato a casa "Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo e "Caffè amaro" di Simonetta Agnello Hornby. Ho divorato il primo mentre il secondo mi sa che dovrà attendere un pochino...



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LE TARTARUGHE TORNANO SEMPRE


ENZO GIANMARIA NAPOLILLO

Editore: Feltrinelli

Pagine: 216
Prezzo: 9,00 euro
Sinossi: qui



"Un'isola è libertà e prigione"

E' vero, un'isola è entrambe le cose e lo sa bene Salvatore che con la sua terra nutre sentimenti contrastanti. Un'isola è come un piccolo paese, tutti si conoscono, la spensieratezza permane ancora sui volti dei bambini, la salsedine impregna ogni oggetto e i visi delle persone si contraddistinguono per quel senso di pace e tranquillità che solo i colori del mare confondendosi con l'azzurro del cielo e la luce accecante del sole possono regalare.
Lampedusa, isola da sogno o isola per realizzare un sogno, è stata e lo è ancora protagonista di cronaca nazionale. Quanto ne abbiamo sentito parlare negli ultimi anni, quanta sofferenza è legata al suo nome, trasformandola in un'isola di speranza. La speranza che traspare, quasi ci viene implorata, dallo sguardo perso e disperato di migliaia di migranti che investono tutto ciò che hanno per fuggire a qualcosa di assurdo. 
In "Le tartarughe tornano sempre" l'autore tratta un argomento molto delicato, ovvero quello dei migranti, inserendolo nel contesto sociale tipico degli isolani. Attraverso la vita di Salvatore, il lettore entra in contatto diretto con la quotidinarietà dell'isola; il papà pescatore che con il suo mozzo passa gran parte del suo tempo facendosi cullare dalle acque del mediterraneo e la mamma intenta ad accudire la casa e a mettere tutto l'amore che ha nello squisito sugo al pomodoro, così come in ogni altra pietanza, definite da Giulia "spettacoli pirotecnici". Salvatore diventa adulto e insieme a lui anche le responsabilità e gli ostacoli che una vita di modeste origini comporta. Ma l'estate è sinonimo di leggerezza ed è appunto in questi caldi mesi che l'amicizia con Giulia, una ragazza milanese in vacanza sull'isola si trasforma in qualcosa di più importante.

"La vita cosa sarebbe senza quella sensazione che ti fa credere di essere felici? Una sensazione che molti non conoscono, che hanno seppellito con milioni di ragioni, e che ignorano con imbarazzo. Chimica, temperatura e sensi. Ingredienti basilari: un ragazzo e una ragazza. Il primo amore, la distanza, l'estate. Una montagna di ricordi rocciosi, la costituzione di un'illusione"

Le partenze e i ritorni sono una costante per Salvatore, pronto a partire per seguire il suo cuore ma al contempo ritorna con la sola consapevolezza che il suo cuore è l'isola. A farlo compagnia in ogni sua decisione sono le lettere dalla busta rosa inviate da Giulia a sigillare dei ricordi aggrovigliati in un turbine di sentimenti.
In "Le tartarughe tornano sempre" le emozioni si susseguono accanto allo sgomento per delle vite spezzate, la solidarietà cammina a braccetto con la diffidenza, le immagini senza filtri viste da Salvatore lo plasmano e l'amore per Giulia lo rendono uomo. 
 
Speranza, solidarietà e coraggio sono gli elementi che danno origine a una storia che anche se frutto di fantasia non si discosta molto dalla realtà che viviamo. Forse è stato proprio questo aspetto a farmi immedesimare ancora di più nello stato d'animo di Salvatore e a comprenderne ogni sua scelta. Un romanzo che consiglio assolutamente!

lunedì 7 maggio 2018

Recensione - "La prima ora del giorno" di Anna Martellato

Buon pomeriggio lettori incantati!
Cosa leggete di bello? Avete visto quante belle uscite ci sono questo mese? Povero portafogli è costretto ad essere vuoto... non ci sono speranze!!! Ma ritorniamo a noi, oggi ritorno con la recensione di un libro letto ad aprile di cui ringrazio la casa editrice Giunti per avermi omaggiata di una copia cartacea.


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LA PRIMA ORA DEL GIORNO


ANNA MARTELLATO

Editore: Giunti

Pagine: 298
Prezzo: 18,00 euro
Sinossi: qui


Un romanzo tutto al femminile è l'esordio letterario di Anna Martellato che con "La prima ora del giorno" ha creato il giusto equilibrio tra una realtà storica poca conosciuta e una storia frutto di fantasia. Ciò che mi ha colpita più di ogni altra cosa è la suggestiva ambientazione. Ci troviamo a Rodi, isola greca immersa nel mare blu dell'Egeo, ricca di vissuto e impregnata di tradizioni. Qui nonna Anna ha vissuto la sua infanzia e adolescenza con sua sorella Angela, in una casa benestante circondata dall'affetto della sua tata Merope e da una mamma sfuggente.

"Il sole e il vento non davano mai fastidio nell'isola di Rodi. Accarezzavano la vita che lì trascorreva indolente. In un ritmo lento, orientale. E dove greci, italiani, turchi, armeni cattolici, musulmani ed ebrei vivevano in pace, senza distinzione di lingua, religione o nazionalità"

Nonna Anna rivive il passato raccontandolo a sua nipote Zoe in una camera della casa di riposo Villa Gigli. Tra nonna e nipote vige un forte legame fatto di stima reciproca e solidarietà femminile. Nonna Anna, golosissima di pasticcini alla panna, si perde in lunghi racconti che hanno lo scopo di risollevare l'animo della nipote Zoe e indurla a riflettere su un'importante decisione destinata a cambiarle per sempre la vita.
In "La prima ora del giorno" la storia è smistata su due diversi piani temporali. Gli anni vissuti da nonna Anna a Rodi in procinto del secondo conflitto mondiale e poi sotto la dominazione tedesca, e quelli inerenti ai nostri giorni con la frenetica e solitaria vita di Zoe.
Ecco, è appunto il personaggio Zoe a non avermi convinta del tutto. Ho provato un certo astio nei suoi confronti, soprattutto nel modo in cui decide di gestire la sua vita che proprio non sono riuscita a provare empatia per lei. Invece, la parte storica ambientata a Rodi l'ho apprezzata molto di più. Ho perfettamente immaginato quest'isola in mezzo all'Egeo, le sue case con il tetto piano rivestite di bianco abbellite da fiori dai mille colori e il profumo dei piatti tipici greci. Ma i ricordi di nonna Anna ci trascinano nello specifico nel periodo buio della guerra, in particolare lei racconta dei giorni che seguirono l'8 settembre 1943 e il 30 giugno 1944. Le vite di nonna Anna e di Zoe si accavallano in un susseguirsi di flashback accompagnati da una prosa molto scorrevole e semplice. 

Anna Martellano ha voluto ripercorrere il vissuto della sua famiglia attraverso i ricordi di nonna Anna scomparsa nel 2011, specificando nei ringraziamenti che oltre alle accurate ricerche storiche necessarie a ricostruire la storia di Rodi del 1943-1944, ha magistralmente affiancato alle parti romanzate aneddoti personali. 
"La prima ora del giorno" è un romanzo che anche se non eccella nel racconto in sè possiede un punto forte che è la veridicità dei fatti essendo in parte una storia vera. Ma nonostante tutto non sono riuscita a estrapolare entusiasmo nella lettura se non per alcuni capitoli. Come ho detto poco sopra tra le due protagoniste ho riscontrato un notevole dislivello empatico che ha purtroppo influito sul giudizio finale. 
"La prima ora del giorno" è un romanzo all'apparenza delizioso ma che sotto sotto cela tanta malinconia perché i ricordi ci fanno andare indietro nel tempo ma non ci allontanano dal pensiero che la guerra è sempre un qualcosa di tremendamente assurdo. 

mercoledì 2 maggio 2018

Recap aprile +TBR maggio

Ben ritrovati cari lettori! Avete trascorso un bel ponte? Io sono reduce da giorni di totale relax trascorsi sul lago di Garda. Amo i paesi caratteristici che si snodano  lungo il lago, l'atmosfera magica che si respira e la tranquillità assoluta che impregna la mia anima. Ecco, come avrete capito oggi sono particolarmente nostalgica, ma per fortuna ho i miei libri che oltre ad accompagnarmi in ogni viaggio mi fanno tanto compagnia in momenti come questi. 

Primi giorni del mese e come di consueto si tirano le somme, cosa ho letto ad aprile e quale libri hanno preso posto nella libreria Incanto? Vediamoli insieme! Buona lettura!!!


Risultati immagini per fai piano quando torni libro immagine"Fai piano quando torni" di Silvia Truzzi. Di questo romanzo mi colpì molto la cover e dopo aver dato un'occhiata alla trama decisi di leggerlo. Insomma, alla fine non mi ha fatto impazzire, sicuramente un romanzo ben scritto, carino e scorrevole ma sul finale è precipitato. Una storia di speranza e amicizia perfetta per una lettura senza tante pretese. Per la recensione qui.


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"Chiedi al cielo" di Carmela Scotti". Dopo il successo de L'imperfetta Carmela Scotti ci riprova. Un romanzo ansiogeno, una storia che vi terrà letteralmente incollati dalla prima all'ultima pagina, ma soprattutto uno stile impeccabile e perfetto per ogni descrizione. Lo consiglio a chi ha voglia di una lettura ipnotica. Per la recensione qui.



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"Un ragazzo normale" di Lorenzo Marone. Che dire...meraviglia assoluta!!! Per me il suo più bello, perché la Napoli che racconta è quella, perfetta, incoerente, inaffidabile e calorosa. La sottile ironia di Marone e il dialetto napoletano che in questa sua ultima opera è una presenza costante contribuiscono a rendere la storia tanto vicino alla realtà da immedesimarsi. Per la recensione qui.


Risultati immagini per la prima ora del giorno libro immagine"La prima ora del giorno" di Anna Martellato è un romanzo al femminile. Una nonna e una nipote si raccontano e inconsapevolmente scoprono un passato tenuto segreto per troppi anni. Non vi anticipo nulla perché sarà una delle prossime recensioni!




- "Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo, edito da Feltrinelli;


- "Caffè amaro" di Simonetta Agnello Hornby, edito Feltrinelli;


- "Lamante" di Abraham B. Yehoshua, edito da Einaudi;

- "Bella mia" di Donatella Di Pietrantonio, edito da Einaudi.

- "Le figlie del mare" di Mary Lynn Bracht, edito da Longanesi, omaggio;

- "Salvare le ossa" di Jesmyn Ward, edito da NNEditore, omaggio.


Ecco le mie entrate, tante vero? Per il mese di maggio non mi va di stilare liste, voglio seguire il mio intuito, ma sicuramente darò la precedenza agli omaggi delle case editrici poi si vedrà! 
Purtroppo non sono riuscita a rispettare la TBR di aprile, avevo in programma di leggere "L'amante" che è il libro scelto dal mio gruppo di lettura che ovviamente è slittato per il prossimo mese. Quindi a maggio recupero...
E voi, ditemi, cosa leggerete di bello?



giovedì 26 aprile 2018

Novità in libreria - Maggio 2018

Ben ritrovati cari lettori, oggi volevo pubblicare una recensione ma non ci sono riuscita! Quindi, ho deciso di anticiparvi il post delle prossime uscite di maggio. Questo fine settimana starò fuori e spero di potermi dedicare alla lettura con maggiore impegno, visto che in questi ultimi giorni sono stata super incasinata!!! Ma non mi perdo di coraggio, recupererò! Vi auguro un lungo fine settimana pieno di letture e vi lascio in compagnia delle tante novità che il mese di maggio ci riserva!

Buona lettura!



Titolo: Divorare il cielo

Autore: Paolo Giordano
Editore: Einaudi
Pagine: 480
Prezzo: 22,00 euro

In libreria dal 8 maggio 2018

A dieci anni da La solitudine dei numeri primi, Paolo Giordano torna a raccontare la giovinezza, poi l'azzardo di diventare adulti.

Sinossi: La prima volta che Teresa li vede stanno facendo il bagno in piscina, nudi, di nascosto. Lei li spia dalla finestra. Le sembrano liberi e selvaggi. Sono tre intrusi, dice suo padre. O tre ragazzi e basta, proprio come lei. Bern. Tommaso. Nicola. E Teresa che li segue, li studia, li aspetta. Teresa che si innamora di Bern. In lui c'è un'inquietudine che lei non conosce, la nostalgia per un'idea assoluta in cui credere: la religione, la natura, un figlio. Sono uno strano gruppo di randagi, fratelli non di sangue, ciascuno con un padre manchevole, carichi di nostalgia per quello che non hanno mai avuto. Il corpo li guida e li stravolge: la passione, la fatica, le strade tortuose e semplici del desiderio. Il corpo è il veicolo fragile e forte della loro violenta aspirazione al cielo. E la campagna pugliese è il teatro di questa storia che attraversa vent'anni, quattro vite, un amore. Coltivare quella terra rossa, curare gli ulivi, sgusciare montagne di mandorle, un anno dopo l'altro, fino a quando Teresa rimarrà la sola a farlo. Perché il giro delle stagioni è un potente ciclo esistenziale, e la masseria il centro esatto del mondo.

L'amicizia fra maschi, la ribellione a Dio e ai padri, il desiderio e la rivalità: Divorare il cielo è un grande romanzo sul nostro bisogno di trasgredire, e tuttavia di appartenere costantemente a qualcosa o a qualcuno. Al centro c'è una generazione colma di vita e assetata di senso, che conosce tutto eppure non si riconosce in niente. Ragazzi con un piede ancora nel vecchio millennio, ma gettati nel futuro, alla disperata ricerca di un fuoco che li tenga accesi.


Titolo: La casa in mezzo al mare
Autore: Miquel Reina
Autore: Casa Editrice Nord
Pagine: 320
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 17 maggio 2018


A volte bisogna perdersi per potersi ritrovare.



Sinossi: Sembrava una domenica di luglio radiosa come poche nell’isola di Brent, un remoto pezzo di roccia vulcanica circondato da un mare freddo e ostile. Invece, gradualmente, una densa coltre di nubi ha coperto il cielo e, all’improvviso, è scoppiato un acquazzone. Harold e Mary Rose Grapes sono barricati nella loro villetta gialla, a picco sulla scogliera più alta dell’isola. Sei mesi prima, hanno ricevuto un’ingiunzione di sfratto: per lo Stato quella casetta sulla falesia, in cui la coppia di pensionati ha vissuto per trentacinque anni, non è sicura e va abbattuta. L’indomani devono lasciarla e trasferirsi nell’angusta camera di una casa di riposo. Gli scatoloni non bastano a contenere i ricordi: quella casa è tutto ciò che li lega alla memoria del figlio, perso troppo presto, e ai sogni di gioventù cui hanno da tempo rinunciato, in favore di una vita tanto rassicurante quanto noiosa. Ma ecco che, durante la notte, avviene un fatto straordinario. Un fulmine colpisce la scogliera e crea profonde crepe nella roccia. E, con un tonfo, la casa scivola sul mare. È così che i Grapes diventano due naufraghi a bordo di una casa galleggiante. È così che ha inizio il loro viaggio alla deriva in un mare irto di pericoli. Per sopravvivere dovranno affrontare insieme le avversità quotidiane, dire addio ai fantasmi del passato e dimenticare i vecchi rimorsi. Come i più grandi avventurieri, impareranno che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni e che, a volte, è necessario perdersi per riuscire a ritrovarsi.



Titolo: La Treccia
Autore: Leatitia Colombiani
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 292
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 3 maggio 2018


Uno straordinario caso editoriale per mesi ai vertici delle classifiche francesi. Tradotto in tutto il mondo. Vincitore del prestigioso Prix Relay.


Sinossi: INDIA. Smita è un’intoccabile; per sopravvivere, raccoglie escrementi a mani nude. Il suo è un mestiere che si tramanda di generazione in generazione, e che lei ha accettato, sopportando in silenzio. Ma sua figlia non seguirà le sue orme. No, lei andrà a scuola, imparerà a leggere e a scrivere, farà grandi cose. Per offrirle un futuro migliore, Smita sfiderà il mondo. ITALIA. Giulia adora lavorare per suo padre, proprietario dell’ultimo laboratorio di Palermo in cui si confezionano parrucche con capelli veri. Un giorno, lui ha un incidente e Giulia scopre che l’azienda è sull’orlo del fallimento. Ma lei non si scoraggia. Per salvare il laboratorio, Giulia guiderà una rivoluzione. CANADA. Sarah è un avvocato di successo. Sull’altare della carriera, ha sacrificato tutto: due matrimoni, il tempo per i figli e soprattutto per sé. Poi, però, nel bel mezzo di un’arringa, Sarah sviene e niente sarà più come prima. Per vincere la battaglia, Sarah dovrà scegliere per cosa vale la pena lottare. Smita, Giulia e Sarah non si conoscono, eppure condividono la stessa forza, la stessa determinazione nel rifiutare ciò che è toccato loro in sorte. Come fili invisibili, i loro destini s’intrecceranno indissolubilmente, dando loro la possibilità di vivere con orgoglio, fiducia e speranza.


Titolo: Le Domestiche
Autore: Jun'ichiro Tanizaki
Editore: Guanda
Pagine: 288
Prezzo: 18,00 euro

In libreria dal 10 maggio 2018


Con una scrittura vivida e cesellata, Tanizaki crea un’epopea grandiosa e trascinante all’interno di un universo squisitamente domestico.

Sinossi: Le domestiche, romanzo rimasto a lungo inedito in Occidente, è un autentico capolavoro narrativo. Ideale seguito di Neve sottile, perché ambientato nella stessa casa e nello stesso periodo, ne ribalta però completamente il punto di vista: qui il racconto passa attraverso la vita delle tante ragazze che nel corso degli anni hanno prestato servizio – prima, durante e dopo la Seconda guerra mondiale – presso la dimora dello scrittore Chikura Raikichi. Nonostante sia benestante, Raikichi ha una casa piccola: le domestiche condividono una stanzetta accanto alla cucina e vivono a stretto contatto con i padroni, ma proprio questo consente al capofamiglia di osservarle molto da vicino nella vita quotidiana. Lo zelo, l’entusiasmo dello scrittore nel descrivere i corpi delle giovani cameriere – le loro gambe, i piedi, la pelle liscia e diafana – rivelano un interesse permeato da una forte carica erotica. La figura del sensuale, e insieme ingenuo, Raikichi è al contempo un autoritratto ironico dell’autore e il centro di una storia commovente e ricca di sfumature sul cambiamento e la perdita. I vecchi valori e le tradizioni di inizio secolo stanno svanendo: assistiamo in queste pagine – nell’evanescente bellezza dei piccoli gesti e delle intricate relazioni – al tramonto di un intero mondo, che sarà travolto dalla marea di una nuova epoca. Con una scrittura vivida e cesellata, Tanizaki crea un’epopea grandiosa e trascinante all’interno di un universo squisitamente domestico.


Titolo: L'esercizio del distacco
Autore: Mary B. Tolusso
Editore: Bollati Boringhieri
Pagine: 126
Prezzo: 14,00 euro

In libreria dal 3 maggio 2018

Essere giovani è per sempre.
Un collegio fuori dal tempo e tre ragazzi che si amano.
Sullo sfondo, Trieste.
Una storia d’amore struggente, una scrittura unica.
La seduzione del racconto e la densità della poesia.

Sinossi: Questo romanzo ha una storia breve, ma che non lascia mai il lettore. E una volta chiuso, l’eco resta a lungo. Sono in tre: Emma, David e la protagonista. Vivono in un collegio a pochi passi da un confine immerso nei boschi e nel vento. Fuori c’è una Trieste segreta, mai nominata. Lontani dai propri genitori, i ragazzi crescono educati all’ordine e al controllo delle passioni. Il loro è un triangolo elettivo: un’amicizia più facile con l’esuberante Emma, una seducente competizione con David, il ragazzo dal cuore appuntito. I tre si amano con lo slancio incondizionato dell’adolescenza e con il terrore di abbandonarsi all’amore vero. Finché crescono tra le mura protette della scuola la vita scorre disarmante tra lo studio, lo sport e le passeggiate nei viali del parco. Non s’interrogano troppo sul loro futuro, né sul perché la loro educazione sia concepita per fronteggiare destini interminabili. Non immaginano che le loro vite, un tempo così intrecciate, si divideranno. Anni dopo a legarli rimane solo una fotografia e il mistero delle loro esistenze. Della grande amicizia con Emma, dell’amore per David e della passione per Nicolas, il giovane anarchico incontrato oltreconfine, non è rimasto quasi nulla. Eppure non si può fare a meno di inseguire quel tempo perduto, chiedendosi: a cosa erano destinati loro?

L’esercizio del distacco è prima di tutto una grande storia d’amore scritta in una prosa unica, malinconica e intrisa di poesia. Un romanzo visionario che mette in scena il più terribile dei desideri umani, quello che ci spinge a sognare un’esistenza più lunga, un amore eterno.


Titolo: Al mattino stringi forte i desideri
Autore: Natascha Lusenti
Editore: Garzanti
Pagine: 280
Prezzo: 17,60 euro

In libreria dal 10 marzo 2018

Sinossi: Emilia è ferma davanti al grande palazzo. Con lei ha solo poche valigie e i suoi due adorati gatti. Dopo aver smarrito le redini della propria vita, è lì per ricominciare: una nuova casa e nuovi inquilini da conoscere. Ma l’accoglienza che riceve non è quella che si aspettava. Emilia è stanca di saluti frettolosi e frasi di circostanza, e decide che l’unico modo per cambiare la situazione è suscitare la curiosità di chi passa ogni giorno davanti alla bacheca del condominio. Proprio lì Emilia appende mattina dopo mattina un foglio con poche righe in cui racconta sensazioni, ricordi, speranze. Senza rivelare la propria identità. Forse scrive per far sentire la sua voce in qualche modo. O forse per donare un po’ di gioia a chi rincorre la vita senza più soffermarsi sulle cose semplici. Ci deve essere qualcuno che come lei ama il colore giallo, ricorda la bicicletta su cui da bambino gli sembrava di volare o ha timore di ciò che ha perso e che non trova più. Ma così non è. Fino al giorno in cui, accanto al suo messaggio, trova una figurina da bambini. Non ha idea di chi possa essere stato, ma tutti gli indizi portano a quel bambino con la maglietta di Star Wars e un libro aperto sempre in mano. Emilia sente che sarà lui il suo primo amico nel palazzo e che poi, piano piano, riuscirà ad avvicinarsi a tutti gli altri inquilini. Anche se non è facile insegnare di nuovo al cuore a fidarsi dopo che è stato illuso tante volte. Anche se non è facile esprimere i propri desideri per condividerli con gli altri. Emilia scopre che bisogna tenerli stretti per non farli volare via.


Natascha Lusenti da anni incanta il popolo di Radio2 Rai. È amatissima sui social e il suo programma, è uno dei più apprezzati. I suoi ascoltatori chiedevano a gran voce che scrivesse un romanzo: Al mattino stringi forte i desideri racconta la storia di tutti noi quando abbiamo bisogno di ripartire da zero, spaventati e felici allo stesso tempo. Quando ci dimentichiamo che il bello della vita si può trovare nei sorrisi e negli occhi di uno sconosciuto. Nell’ingenua visione del mondo di un bambino.


Titolo: Il tuo sguardo nero
Autore: Francesco Maria Colombo
Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 366
Prezzo: 16,80 euro

In libreria dal 3 maggio 2018


Sinossi: Parigi, fine Ottocento: due ragazzi crescono insieme, frequentano il bel mondo e i salotti letterari, hanno per compagni di gioco Proust, Gide e Valéry. Sono Pierre Louÿs e Marie de Heredia, il talento li destina a diventare esponenti di spicco della letteratura francese, la bellezza e il desiderio faranno di loro due amanti impareggiabili. Francesco Maria Colombo, al suo esordio narrativo, indaga le tracce di una liaison che fu clandestina, fulminea, temeraria e lacerante: interroga lettere, diari, confessioni, scie dissimulate nei romanzi, una manciata di fotografie erotiche di stupefacente modernità. Ma la sua non è solo una ricostruzione storica. È un labirinto dove la vita di Pierre e Marie si combina con il tempo presente e con il racconto autobiografico: le strade si incrociano e si diramano creando un gioco di specchi deformanti, di false prospettive, di illusioni e di interrogazioni intorno al tema dello sguardo, dell’immagine, dell’identità, della memoria involontaria, di ciò che si perde nel tempo e di ciò che misteriosamente è destinato a permanere oltre la morte. È una sciarada il cui schema coinvolge Pierre de Ronsard e Walter Benjamin, Henri Fantin-Latour e Kawabata Yasunari, la spedizione antartica del capitano Scott e un film dimenticato con Lino Ventura, in una vertigine combinatoria che si legge con il trasporto di un romanzo d’amore ma la cui soluzione è magistralmente rimandata fino all’ultima parola del romanzo, quella che tutto svela.





Titolo: Mi dicevano che ero troppo sensibile

Autore: Federica Bosco
Editore: Vallardi A.
Pagine: 240
Prezzo: 15,90 euro

In libreria dal 3 maggio 2018

Sinossi:in un mondo che urla, l'ipersensibilità è un dono sottovalutato; eppure c'è sempre più bisogno di persone creative, empatiche e capaci di ascoltare. Questo libro non insegna a diventare qualcun altro, ma a trasformare una debolezza in una forza.
«Ho sempre saputo di essere troppo sensibile. Fin da quando ero piccola mi accorgevo di non percepire le cose come gli altri bambini, ma di sentirle in maniera molto più profonda, intensa, lacerante, da qualche parte fra il cuore e la pancia. Però non riuscivo a esprimerle in nessun modo...»
È così che Federica Bosco ci introduce tra i chiaroscuri di un universo ancora sconosciuto, spesso trascurato persino dalla psicologia e dai tanti specialisti che dovrebbero occuparsi delle mille sfumature dell’animo umano. Un universo popolato da creature particolarmente ‘frangibili’, dotate di antenne che percepiscono con la potenza di radar le gioie e il dolore altrui, che si sentono diverse dai più, e spesso a disagio, che temono i rumori e qualunque stimolo violento, che si definiscono certamente 'difficili', ma anche creative, generose ed empatiche. Insomma, creature ipersensibili. Ed è nel loro mondo segreto, tra le sfumature di personalità complesse e affascinanti, tra idiosincrasie e virtù, che ci porta per mano una delle scrittrici italiane più amate, firmando un libro che è insieme un manuale e un’intima confessione, capace di dare a chi fino a oggi si è sentito solo e incompreso il coraggio, l’autostima e la forza per alzare la testa. Mettere le ali. E scoprire che quello che credevano un handicap in realtà può essere uno straordinario superpotere.




giovedì 19 aprile 2018

Recensione - "Chiedi al cielo" di Carmela Scotti

Buongiorno amici lettori, come procedono le letture?

Oggi vi lascio in compagnia di un romanzo che mi ha sorpreso positivamente, una scrittrice con un grande talento narrativo confermato in questo suo secondo lavoro. 




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"CHIEDI AL CIELO"


CARMELA SCOTTI

Casa Editrice: Garzanti

Pagine: 324, cartonato
Prezzo: 17,90 euro
Sinossi: qui


Carmela Scotti ha esordito nel 2016 con "L'imperfetta" dove suscitò un grande successo, infatti è stato finalista al prestigioso premio Calvino. Lessi molte recensioni positive e tanta era la mia curiosità riguardo a L'Imperfetta che lo acquistai e lo scaricai sul kindle, ma come spesso capita altri libri presero il sopravvento e ancora oggi aspetta paziente di essere letto. Così, appena adocchiai l'uscita imminente della sua seconda opera non ci ho pensato su due volte, convinta di fare finalmente la conoscenza di una nuova scrittrice italiana, l'ho letto e non me ne sono per niente pentita!

Vi anticipo subito che la storia che mi sono trovata davanti mi ha spiazzato in senso positivo. E' vero che mi aspettavo un romanzo dai toni forti ma non credevo che la penna della Scotti potesse crearmi dipendenza. L'autrice, infatti, è stata capace di catturare la mia attenzione dalla prima parola all'ultima, coinvolgendomi nei fatti tanto che anche a libro chiuso, pensavo sempre e comunque all'evolversi delle vicende. 

In "Chiedi al cielo" è la protagonista, insieme al fatto in sé che accade, a gettare le fondamenta per una narrazione dal ritmo serrato. Anna, mamma del piccolo Luca è sordomuta in seguito ad una grave forma di meningite contratta da bambina. Costretta a chiudersi in un mondo ovattato che esclude ogni forma di rumore, ma inconsapevole che il vero rumore non è quello che si sente con le orecchie bensì quello del cuore che quando vuole crea un gran trambusto. Ed è proprio ciò che accade a lei. Già dai primi capitoli l'autrice ci mette dinnanzi ad un atroce fatto, la scomparsa di Luca di appena nove anni uscito di casa un pomeriggio per andare dal panettiere e non fa più ritorno. Un breve tragitto di poco più di cento metri sono sufficienti per inghiottire Luca e far perdere dolorosamente le sue tracce. Da quel maledetto 27 dicembre il silenzio che avvolge Anna diventa insostenibile e l'attesa si fonde ad una disperazione straziante. Anna si ritrova con un bigliettino in mano a bussare alle porte di ogni condomino. Nessuno sa nulla, ma l'intuito di mamma la spinge a bussare insistentemente alla porta di Giona iniziando a nutrire qualche dubbio sul figlio di quest'ultimo, convinta del suo coinvolgimento. A questo punto la scomparsa di Luca lascia temporaneamente spazio ad un'altra storia. Accantoniamo per qualche capitolo il dolore di Anna e posiamo l'attenzione su Giona e il figlio Leonardo. Anche Giona come Anna è reduce da un grande dolore, prima la morte della moglie Paola per malattia, poi il dolore verso il figlio per la sua scelta inaspettata. Con la perdita della madre a cui Leonardo era molto legato, sussegue un periodo di depressione e carenza di autostima. Leonardo dal passato non semplice trova difficoltà nell'approcciarsi all'altro sesso, una serie di situazioni lo inducono quindi a fidarsi di persone sbagliate e senza scrupoli. Sarà la volontà di Giona a voler mettere ogni tassello al suo posto e scoprire chi o cosa ci sia dietro alla scomparsa del piccolo Luca e dietro agli eventi che hanno visto vittima Leonardo. 


"Chiedi al cielo" è un romanzo dove il lettore viene coinvolto emotivamente senza riserve in una trama ben congegnata grazie alle ponderate scelte compiute dall'autrice nel svelarci con parsimonia l'andamento dei fatti. Perfetto è il giusto equilibrio che l'autrice intessa tra ciò che vuole farci intendere e ciò che veramente è successo, infatti, più di una volta ha pilotato i miei pensieri verso un vicolo cieco per poi farmi ritornare indietro su i miei passi stupendomi davanti agli inevitabili colpi di scena, che certo non mancano! La Scotti ha dimostrato un grande talento nella scrittura intervallando il susseguirsi degli eventi con accurate similitudini utilizzate per descrivere fatti ma anche nell'esporre i sentimenti. Aspetto, questo, che ho particolarmente apprezzato!  
La sofferenza, il tormento e il senso di inquietudine prevale in ogni riga insieme all'amore che come da contrapposizione da lampi di luce e risveglia la speranza. Non riesco a definire questo romanzo triste perché anche se gli eventi ci inducano a pensarlo io ci ho visto altro. Una lettura ipnotica mi ha accompagnato fino all'epilogo e voltata l'ultima pagina ho tirato un sospiro di sollievo. 
Lo consiglio a chi ha voglia di leggere una storia insolita dove l'amore e la cattiveria camminano a braccetto trascinando il lettore in un vortice di mille sensazioni.



mercoledì 11 aprile 2018

Recensione - "Fai piano quando torni" di Silvia Truzzi



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FAI PIANO QUANDO TORNI


SILVIA TRUZZI

Editore: Longanesi

Pagine: 272
Prezzo: 16,40 euro
Sinossi: qui

Con "Fai piano quando torni" la Truzzi scrive un romanzo di solo donne, protagoniste di una storia dalle sfumature pastello ma dallo sfondo scuro e cupo. E' la forza di volontà del gentil sesso che consentirà di spazzare via il nuvoloso scenario per lasciar  filtrare l'arcobaleno e quegli spiragli di luce che danno tanta forza per una rinascita. 

Ci troviamo in una stanza d'ospedale con due letti occupati da due donne diversissime tra loro quanto il numero di anni che le distanzia d'età. Margherita trentaquattrenne e la signora Anna settantaseienne, metaforicamente le potremmo definire il diavolo e l'acqua santa!
Il diavolo è incarnato nella figura di Margherita, una ragazza viziata che ha avuto tutto dalla vita con estrema facilità, un caratterino per nulla accomodante e pervasa da un perenne velo di pessimismo. Margherita è scampata miracolosamente alla morte in seguito ad un incidente stradale e, malridotta si ritrova in un letto d'ospedale per ricucire non solo le ferite del corpo ma soprattutto quelle dell'anima. Mentre l'acqua santa è raffigurata nella signora Anna (che poi tanto santa non è!), un'anziana patita per le vestagliette color rosa, dai capelli platinati, bella in carne e logorroica a non finire. 
Entrambe hanno bisogno di riemergere dal precipizio dove la loro anima si è accomodata, entrambe hanno una inconsapevole necessità l'una dell'altra. Margherita e la signore Anna sono alla spasmodica ricerca, chi in un modo chi in un altro, di un appiglio, di una sicurezza, di un punto saldo da cui partire per rinascere e poi ricominciare.
La signora Anna dal passato ricco di sacrifici paradossalmente è lei a cercare un punto d'incontro con Margherita.  Le porge la sua esperienza di vita e cerca di trasmetterle un po' di quella forza di volontà che tante volte nella vita l'ha salvata.  Margherita reduce da un amore giunto al capolinea e da un lutto che fatica a superare, nonostante siano passati molti anni, si meraviglia della carica di entusiasmo della sua vicina e attraverso i suoi racconti intrisi di nostalgia e di un amore mai dimenticato inizia a vedere la sua vita da una diversa angolazione. Prendendosi per mano si raccontano confidandosi i loro segreti più reconditi.

"Fai piano quando torni" è un romanzo malinconico ma dolce allo stesso tempo. Sono di una tenerezza infinita le lettere d'amore che accompagnano l'inizio di ogni capitolo tra la signora Anna e il suo mai dimenticato amore Nicola. Lettere di una semplicità unica ma colme di amore e rispetto nonostante le strade di entrambi per uno strano scherzo del destino si siano separate.
Qualche parolina in più voglio invece spenderla sul finale che ho trovato un tantino costruito, sarà che mi ero immaginata o almeno speravo che gli eventi prendessero una piega diversa. Le ultime quindici pagine hanno in parte "sporcato" un romanzo dalla forte potenzialità narrativa scemando in un epilogo a mio parere asettico e dunque privo di coinvolgimento emotivo. 
Una storia dal retrogusto dolce amaro perfetta a chi è in cerca di un romanzo d'amore ben scritto, fluido nello stile e particolare nella trama.