venerdì 22 giugno 2018

Recensione - "L'anno in cui imparai a raccontare storie" di Lauren Wolk

Ben ritrovati lettori incantati!

La scuola è ufficialmente finita e ora mi tocca impostare la routine estiva, mare, letture e lunghe passeggiate all'aria aperta...riuscirò a resistere fino a settembre? Confido nei miei amici librosi! Sicuramente tante storie allieteranno le infinite giornate di calura...per fortuna!
Oggi ritorno con una nuova recensione, vi parlo di un romanzo per ragazzi. Una storia delicata e purtroppo anche molto attuale!


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L'ANNO IN CUI IMPARAI A RACCONTARE STORIE


LAUREN WOLK

Editore: Salani Editore

Pagine: 278
Prezzo: 14,90 euro

Sinossi: Come Il buio oltre la siepe, a cui è stato paragonato da tutti i critici che l’hanno recensito, questo libro è la sintesi perfetta di avventura, suspense, impegno civile. Ambientato nel 1943, all’ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un’accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità.Una scrittura nitida e coinvolgente dà voce a una delle protagoniste più forti della letteratura contemporanea e terrà incollati alle pagine sia i ragazzi che gli adulti. L’anno in cui imparai a raccontare storie è già un classico.


"L'anno in cui imparai a raccontare storie" è stato paragonato a un grande classico della letteratura mondiale "Il buio oltre la siepe", un appunto non trascurabile per chi come me ha amato il secondo e desiderava ritrovare tra queste nuove pagine la vera essenza della vita.

Voliamo in America, precisamente in un piccolo paesino della Pennsylvania. Sono i primi anni del secondo conflitto mondiale e la nostra giovane protagonista, Annabelle, di soli dodici anni ci darà una vera e propria lezione di vita. La coraggiosa e determinata ragazzina vede turbato il suo equilibrio personale dall'arrivo di una nuova compagna di classe. Betty, la cattiva, la prepotente o l'egoista, insomma chiamiamola come ci pare, il risultato non cambia, darà del filo da torcere alla giovane Annabelle. Il sentiero che a piedi percorrono da casa verso scuola e viceversa è il luogo protagonista di atti di bullismo, una manciata di minuti destinati a diventare pretesto di ansie e paure. 

Il mio mondo, fino a quel momento stabile, si era messo a girare come una trottola e a ogni giro mi sentivo più confusa.

L'astuzia e l'arroganza di Betty destabilizza emotivamente Annabelle che da istinto si chiude in se stessa  timorosa nel confessare i soprusi subiti, ma poi inevitabilmente il suo piccolo ma doloroso segreto emerge creando una catena di eventi che come un uragano la investiranno a pieno. I tanti fatti che accadano, come l'incidente dell'amica del cuore Ruth, o quello che vede coinvolto un fratellino di Annabelle, e ancora la successiva scomparsa di Betty, sono tutti episodi che indirettamente faranno cadere la colpa su Toby, un uomo innocente, reduce dalla prima guerra mondiale il quale a seguito di quest'atroce esperienza vive vagabondando sulle colline con una barba incolta, trasandato nel vestiario e con a tracolla tre fucili. Il suo aspetto non rassicurante lo rende un facile bersaglio da incolpare e Betty "la cattiva" lo intuisce!!!

Ciò che accomuna "Il buio oltre la siepe" a l'ultima opera di Lauren Wolk è la medesima caratterizzazione dei personaggi. La determinata Annabelle, la figura di Toby incolpato senza apparenti prove, e la fastidiosa Betty ci inducono a paragonare "L'anno in cui imparai a raccontare storie" al classico di Harper Lee, ovviamente il tutto traslato ad un pubblico più giovane. Di conseguenza la struttura narrativa è molto semplice e scorrevole, fattore notevolmente apprezzato che ci accompagna all'epilogo con estrema naturalezza e velocità. Il personaggio Annabelle mi è piaciuto; la sua spiccata determinatezza di arrivare fino in fondo con l'intento di scoprire la verità e discolpare chi in realtà è stato chiamato in causa solo in seguito a facili pregiudizi e la sua fermezza nel raccontare storie solo per raggiungere il suo obiettivo incurante del pensiero degli adulti ma testardamente convinta in ciò che realmente crede, allontanandosi coraggiosamente dal pensiero della massa, è un gran bel esempio per i giovani di oggi. Annabelle vittima di bullismo, attraverso la sua storia apre uno spiraglio di speranza alimentato da quel coraggio che talvolta viene a mancare ai nostri giovani. Decide di parlare, mettersi in gioco e far valere il suo giudizio. Giovane ma eroica in "L'anno in cui imparai a raccontare storie" Annabelle ci insegna molto, questo il motivo per il quale la sua storia deve essere letta e divulgata nelle scuole, deve diventare argomento di discussione e di apertura al dialogo. In fin dei conti la parola scritta ha questo importante ruolo, essere letta e se dalla sua lettura riusciamo ad estrarre un valido insegnamento che ben venga!
Oggettivamente "L'anno in cui imparai a raccontare storie" ha una bella morale e rientra a pieni voti tra le letture da consigliare ai ragazzi ma se devo esporre un mio personale giudizio, sarà che forse ho qualche anno in più, non ho sentito un eccessivo trasporto emotivo nonostante gli apprezzati colpi di scena e il finale dolce amaro invitante alla riflessione.

mercoledì 13 giugno 2018

Recensione - "La cura dell'acqua salata" di Antonella Ossorio

Ben ritrovati amici incantati!

Dopo una pausa forzata dovuta ai mille impegni di fine anno scolastico finalmente ho qualche ora da dedicare al mio angolino virtuale. Il nuovo romanzo della Ossorio, "La cura dell'acqua salata" è un regalo che mi è stato fatto da una mia carissima amica per il mio compleanno. Un colpo di fulmine libresco al primo sguardo complice una cover bellissima e una trama particolare che mi ha tanto incuriosito...e poi...vi lascio il mio pensiero per scoprirne di più! Buona lettura!


La cura dell'acqua salata

LA CURA DELL'ACQUA SALATA


di ANTONELLA OSSORIO

Editore: Neri Pozza

Pagine: 304
Prezzo: 17,00 euro
Data di pubblicazione: 22 febbraio 2018
Sinossi: qui


Antonella Ossorio prima di dedicarsi alla narrativa contemporanea ha scritto molti libri per ragazzi. La sua innata creatività e bravura sono palesi in questa ultima opera. "La cura dell'acqua salata" è una lettura "magica", una storia nella storia il cui filo conduttore è appunto l'acqua salata e i suoi superstiziosi poteri terapeutici. Questo non è un romanzo semplice da recensire in quanto la particolare struttura narrativa necessita dei giusti tempi, una volta terminata la lettura, per assimilare il tutto, raccogliere le strane sensazioni che provoca, racimolare le idee, fare un punto della situazione...insomma solo dopo averlo completamente assorbito nelle sue mille sfaccettature si tirano le somme e può essere giudicato. Almeno, questo è quello che è capitato a me!!!

La narrazione si svolge su due diversi piani temporali, un'inconsueta vicenda si verifica nel lontano 1766, mentre l'altra storia si svolge nella metà del novecento. Entrambe sono unite dalla superstizione che vede protagonista un "sapo gallego", ovvero una elaborata collana d'oro con pendente in filigrana, chiamato così per l'affinità tra la superficie scabra del gioiello e la pelle del rospo. Il "sapo gallego" è un oggetto tipico della Galizia, desiderato e sfoggiato sul costume tradizionale dalle donne  dell'epoca.
Brais Barriero è un bravo orefice, lui l'ideatore del "sapo", lui l'artefice di tramandare nel corso dei secoli una "superstizione" legata al possesso dell'oggetto in questione che vedrà colpiti solo i primogeniti maschi. La storia di Brais Barriero ambientata nel 1766 ci illustra l'origine del "sapo" e del suo arrivo a Napoli, perché infatti la successiva storia vede protagonista la città partenopea. Brais Barriero è costretto ad imbarcarsi e il suo mirabolante viaggio, che lo vede fuggire dalla sua terra natia verso l'ignoto è molto suggestivo. Sulla nave, il "sapo" e la paura di perderlo e quindi l'inammissibilità di staccarsi dall'oggetto lo tormenta e ...l'acqua salata fungerà da cura. 
Enzo, l'altro protagonista, è invece all'oscuro della scomoda eredità che colpisce la sua famiglia da secoli e che sta per essere tramandata a lui appunto come primogenito maschio. Ci troviamo a Napoli ben due abbondanti secoli dopo e il "sapo" continua a fremere e pulsare nell'anima del suo possessore. In questo contesto entrano in gioco anche le figure femminili,  la mamma Carolina e la sorella Spina, razionali spettatrici di una assurda illusione. La loro lucidità mentale avrà un ruolo determinante all'interno dell'intera storia.

"La cura dell'acqua salata" è un romanzo singolare e suggestivo che induce il lettore a calarsi necessariamente nella storia per estrapolarne ogni variazione legata appunto al mistero del "sapo". Se si riesce a interagire con ciò che l'autrice vuole trasmetterci viene naturale sbrogliare l'intera matassa che invece risulterà complessa nel caso in cui involontariamente perdiamo qualche passaggio, rischiando di perderci nelle varie vicissitudini. Dico questo, perché oltre alla fitta narrazione ricca di eventi, la Ossorio adotta un stile linguistico molto ricercato, elegante e vocativo. "La cura dell'acqua salata" non è assolutamente un romanzo da leggere tutto d'un fiato ma ha bisogno dei suoi tempi e come ho detto all'inizio della recensione, anche a lettura finita difficilmente riusciamo a uscire dalla storia, che ci sia piaciuta o meno. Potere della magia? Non lo so, fatto sta che non mi sento di consigliarlo a tutti. Purtroppo non sono riuscita a cogliere l'essenza di alcuni passaggi e solo grazie al confronto con una mia cara amica (Luciaaa sei tu!) alla fine l'ho apprezzato ma l'incantesimo non ci è stato. 

lunedì 4 giugno 2018

Novità in libreria - Giugno 2018

Buongiorno lettori!

Buon inizio di settimana! Giugno è ricchissimo di uscite e tante belle novità! Ho selezionato per voi i titoli più interessanti e di conseguenza la mia infinita lista si allunga sempre più...buona lettura!


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Titolo: La lettera d'amore

Autore: Lucinda Riley
Editore: Giunti
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 12 giugno 2018

Sinossi: Joanna, giovane reporter del Morning Mail, viene mandata dal suo giornale ai funerali del famoso attore Sir James Harris. All'improvviso, nella chiesa gremita, un'anziana signora vicino a lei è colta da un malore e Joanna non può far altro che offrirle il suo aiuto e accompagnarla a casa. Dopo qualche giorno Joanna riceve una strana busta: all'interno, una vecchia lettera d'amore e un biglietto dalla grafia tremolante in cui la donna chiede di vederla. Incuriosita, Joanna corre immediatamente alla sua porta, e scopre con grande sorpresa che l'anziana signora è morta qualche giorno prima. Il suo istinto le dice che non si è trattato di un banale incidente domestico e, quando il suo appartamento viene messo sottosopra, Joanna capisce che ha tra le mani una storia scottante. La sua unica via d'uscita è scoprire la verità sui misteriosi amanti della lettera. Chi erano? E perché è così importante che nessuno sappia di loro?


Titolo: L'estate del silenzio
Autore: Mikel Santiago
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 400
Prezzo: 18,60 euro

In libreria dal 14 giugno 2018

Una morte sospetta
Un segreto nascosto in piena vista
Una cittadina in cui tutti hanno un motivo per mentire…

Sinossi: Non ci sentiamo da anni, e mi chiami adesso? pensa Tom, leggendo sul display il nome di Bob Ardlan. Tom non vuole farsi rovinare la serata dall’ex suocero, perciò non risponde. Due giorni dopo, però, riceve una telefonata dall'ex moglie, in lacrime: Bob è morto cadendo dal balcone della sua villa, pochi minuti dopo aver cercato di parlare con Tom. Sconvolto, lui si precipita da Roma a Tremonte, il paesino sulla costiera amalfitana che negli anni è diventato un rifugio per artisti. Oltre a Bob, pittore di fama mondiale, hanno deciso di stabilirsi lì anche alcuni registi, musicisti e scrittori, tra cui Stelia Moon. Ed è proprio Stelia ad accogliere Tom e a negare con forza la versione ufficiale dell’accaduto: non è possibile che il suo amico si sia suicidato e, di sicuro, non si è trattato di un incidente. Secondo lei, Bob è stato assassinato. Ma da chi? E perché? Per Tom, una sola cosa è certa: in qualsiasi guaio si fosse cacciato, alla fine Bob si era rivolto a lui. Non può deluderlo una seconda volta. E l’unico modo per mettere a tacere il suo senso di colpa è scoprire la verità. Ben presto, tuttavia, Tom si renderà conto che tra le pieghe di quella raffinata comunità d’intellettuali si celano rancori, invidie e contrasti mai appianati. Tutti hanno qualcosa da nascondere. E uno di loro è disposto a uccidere pur di proteggere il suo segreto…



Titolo: Le voci delle betulle
Autore: Eloisa Donadelli
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 300
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 5 giugno 2018

Con voce poetica e autentica, Eloisa Donadelli ci regala un esordio che lascia il segno. Una storia di legami che restano scritti dentro, radici che trattengono segreti, dolori non cercati che ci conducono a ritrovare noi stessi in radure luminose.

Sinossi: Le betulle ci insegnano ad avere radici per restare e foglie per sognare. Bernadette Laudis vive da sempre con un peso inspiegabile sul cuore, un senso di vuoto che le fa mancare l'aria all'improvviso nonostante l'abbraccio caldo della famiglia, e che cerca di colmare con il suono del suo violoncello. Finché, un giorno, un oggetto stonato rinvenuto sul pavimento di casa rivela una verità affilata, che squarcia il velo di purezza di cui credeva ammantata la sua vita. E il dolore la getta in un crepaccio senza appigli, di quelli che si insidiano nei ghiacciai delle Alpi che fanno da contorno al paesino di Cimacase, dove lei da Milano si è trasferita per amore. Una notte, in cerca di ossigeno fresco, Bernadette si addentra nei boschi e scopre una radura protetta da un recinto di betulle. Lì, in una casa di sasso, vive Giosuè, un pastore solitario, un uomo anziano che si è fatto eremita per proteggere i ricordi. In paese lo chiamano «il re delle betulle»: dicono che i suoi consigli siano un balsamo per le ferite dell'anima; dicono che sappia leggerti dentro, ma che non tutti riescano a trovarlo. Parla poco, ma conosce la saggezza degli alberi e sa ascoltare. Anche la voce del silenzio. Grazie a quell'incontro, Bernadette inizierà a sciogliere i nodi del cuore. Grazie al bosco di betulle, troverà la chiave per spalancare una porta sul suo passato, sulla storia della sua famiglia e sul mistero delle sue origini. Liberandosi così da quell'antico peso sull'anima e ritrovando la strada di casa. Perché ci sono destini che solo gli alberi sono in grado di preservare.



Titolo: La figlia scomparsa
Autore: Jenny Quintana
Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: 17,60 euro

In libreria dal 14 giugno 2018

Sinossi: Sono passati trent’anni. Anna Flores si è costruita una vita lontano da casa. Lontano da quel polveroso paesino della campagna inglese dove ha giurato che non avrebbe mai più messo piede. Ma l’improvvisa morte della madre la costringe a tornare. A rivedere quei luoghi che la riportano al 1982, quando, in una fredda giornata d’autunno, sua sorella Gabriella è scomparsa senza lasciare traccia. Proprio lei che le ha sempre raccontato tutto e non se ne sarebbe mai andata senza prima salutarla. Da allora, la polizia ha seguito centinaia di piste senza scoprire la verità. E anche Anna ha cercato ovunque, si è posta innumerevoli domande, ha formulato le ipotesi più disparate. Tutto finito nel nulla. Nel silenzio complice dietro cui si trincerano gli abitanti del paese. Ma ora Anna ne ha abbastanza. Mentre riordina gli scatoloni della madre, trova un ritratto di Gabriella che sembra essere appartenuto all’allora vicino di casa, un uomo burbero e solitario. È il primo indizio dopo una vita passata a brancolare nel buio. Il primo a convincere Anna che deve riprendere la ricerca, forse cominciando proprio dalla proprietà di quel vicino che ha sempre avuto l’aria di una persona che nasconde qualcosa. Ha bisogno di trovare la risposta alle domande che ha ricacciato in fondo al cuore e che ora stanno riaffiorando a poco a poco. Di dissipare il mistero che avvolge la scomparsa della sorella. Ha paura, non può negarlo, ma lo deve a sé stessa, per poter andare avanti. E soprattutto lo deve a sua madre, che non ha potuto conoscere la verità, e a Gabriella, l’unica persona di cui si sia mai fidata.Con La figlia scomparsa Jenny Quintana si è fatta notare dagli editori di tutto il mondo, che alla fiera di Londra hanno fatto a gara per aggiudicarsi i diritti di pubblicazione. Un thriller che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine e lo trascina al centro di un mistero pluridecennale dove niente è come sembra. Un esordio sorprendente che mette a nudo le debolezze umane e ci ricorda che non esiste legame più forte di quello tra due sorelle, impossibile da spezzare.



Titolo: Come una famiglia
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 432
Prezzo: 15.00 euro 

In libreria dal 14 giugno 2018


Sinossi: Un giovane calciatore promettente, l’euforia della vittoria, i complimenti dell’allenatore e di qualche spettatore importante. La famiglia Corbo si ritrova riunita in una serata che sembra quella dei tempi in cui tutto andava per il verso giusto. Il figlio Luca può avere una carriera da professionista, è stato notato da alcuni procuratori, ed è il momento di fare una scelta. Sono trascorsi alcuni anni dall’estate del caso Nora Beckford, quando Dario Corbo, ex giornalista, cinico malinconico, toscano al cento per cento, ha cercato di riscattare l’immagine di un’assassina che lui stesso aveva contribuito a creare. Ora Dario lavora per lei, alla Fondazione che cura l’opera del padre artista, e in molti hanno da ridire. Basta una telefonata a cambiare tutto, ancora una volta. Dario viene chiamato all’albergo dove il figlio alloggia con la squadra, due poliziotti stanno frugando nella sua stanza, Luca è pallido e silenzioso. La notte precedente una ragazza è arrivata al pronto soccorso accompagnata da un’amica, ha denunciato di essere stata portata sulla spiaggia, stuprata e picchiata da un ragazzo conosciuto in discoteca. Quel ragazzo si chiama Luca, e gioca a calcio. Giampaolo Simi ci riporta in Versilia e nel mondo de La ragazza sbagliata, e traccia un affresco ambizioso e avvincente, di raffinato realismo e lancinante tensione. La storia di una famiglia costretta a guardarsi dentro per comprendere fino a che punto ci si può spingere per proteggere le persone che amiamo, e scossa dal sospetto che in un figlio si possa nascondere una creatura feroce.



Titolo: Ogni coincidenza ha un'anima
Autore: Fabio Stassi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 228
Prezzo: 14,00 euro

In libreria dal 14 giugno 2018


Sinossi: «Mi chiamo Vince Corso. Ho quarantacinque anni, sono orfano e per campare prescrivo libri alla gente». Insegnante precario e lettore come pochi, si è inventato un nuovo lavoro, quello di biblioterapeuta; ha casa e ufficio in via Merulana, un monolocale con soppalco e angolo cottura più da studente fuorisede che da medico delle anime, dove accoglie le sue pazienti - sì, sono donne in prevalenza. Vince le ascolta e poi trova per loro il libro adatto, le pagine che possono lenire, la letteratura insomma come medicina dell’anima e, perché no?, anche del corpo. A rivolgersi al suo pronto soccorso letterario un giorno arriva Giovanna; il fratellastro Fabrizio, sinologo, collezionista di libri, esperto di lingue e di molto altro, ha smarrito il senno e ricoverato in una casa di riposo per malati di Alzheimer ripete ossessivamente poche e smozzicate frasi, sempre le stesse. La donna è convinta di un possibile miglioramento del fratello se solo potesse ritrovare il libro da cui quelle parole sono tratte: sembra proprio il terreno in cui Vince Corso si trova più a suo agio. Così accetta la sfida e visita la biblioteca del professore, ma si trova ben presto a indossare i panni dell’investigatore, a svelare l’enigma che si cela dietro quel labirinto di volumi, una autentica biblioteca di Babele.


Titolo: La fidanzata perfetta
Autore: Karen Hamilton
Autore: Mondadori
Pagine: 283
Prezzo: 19,00 euro

In libreria dal 19 giugno 2018

Sinossi: Una suspense eccezionale, un thriller straordinario dove i colpi di scena si susseguono con un ritmo martellante che trascina il lettore in un vortice di tensione e follia.

È sera e Juliette sta preparando un piatto speciale al curry per il suo fidanzato. Ma quando Nate rientra a casa e non ricambia il suo abbraccio, Juliette capisce subito che qualcosa non va. «Ho bisogno di spazio» esordisce e, mentre le comunica che la loro storia è finita, Juliette deve aggrapparsi al piano della cucina per non cadere. Non può essere vero, lei e Nate sono fatti per stare insieme, avevano parlato di sposarsi, di formare una famiglia. Ma la vertigine dura solo una manciata di secondi, perché, nonostante Nate abbia deciso, Juliette non ha alcuna intenzione di arrendersi. E sette mesi dopo, non pensa ad altro che a riportarlo nella sua vita. Con ogni mezzo: spia la sua pagina Facebook, ruba la password della mail e legge la sua corrispondenza. Spesso lo segue. Finché non arriva a introdursi di nascosto in casa sua e qui, come fossero ancora una coppia, mette in ordine la sua uniforme da pilota, si sdraia sul letto, lascia nel frigorifero i suoi dolci preferiti. Un'escalation drammatica di gesti ossessivi destinata a sfociare in un piano diabolico e pericoloso: farsi assumere come hostess nella stessa compagnia aerea di Nate... «Attieniti al piano. Attieniti al piano. Se non ti prepari, ti prepari a fallire»: è questo il mantra che Juliette ripete tra sé mentre Nate sta per cadere in trappola come una falena vicina alla luce. Ma chi è veramente Nate? E quali ombre stanno riaffiorando nella mente di Juliette?



Titolo: La moglie tra di noi
Autore: Sarah Pekkanen, Greer Hendricks
Editore: Piemme
Pagine: 396
Prezzo: 19,90 euro

In libreria dal 26 giugno 2018

Sinossi: Quando leggerai questo romanzo, farai molte supposizioni. Supporrai che sia la storia di una ex moglie gelosa, ossessionata dalla donna che l'ha rimpiazzata nel cuore del suo ex marito. Oppure penserai che sia quella della ragazza che sta per sposare l'uomo dei suoi sogni, ancora piena di tutte le speranze di una giovane sposa. O ancora ti chiederai se non sia, in fondo, la storia di un triangolo in cui è difficile capire di chi fidarsi. Ti dirai che è una storia d'amore e odio, di seduzione e paura, di tradimento e giochi di potere. Supporrai di aver capito tutto di Vanessa ed Emma e dell'uomo che amano, le motivazioni dietro le loro azioni, l'anatomia delle relazioni che legano l'uno alle altre. Supporrai di sapere chi sono e che cosa muove, davvero, i loro cuori. Ma ti sbaglierai. Perché questo romanzo è proprio come la realtà. E nella realtà non c'è niente di vero. Nessuna relazione è senza ombra. Nessun amore è senza segreti. Ci sono solo gli sprazzi di verità dietro le bugie. O le piccole bugie che, insieme, fanno una verità. E la verità è l'unico modo per voltare pagina. Il romanzo dell'anno è un thriller psicologico dalle mille facce, che vi terrà inchiodati ai suoi colpi di scena, catapultandovi dentro una storia che illumina ogni lato dell'amore, anche quelli che nascondiamo perfino a noi stessi.




Titolo: La grammatica del cuore

Autore: Mary Simses
Editore: Mondadori
Pagine: 321
Prezzo: 20,00 euro

In libreria dal 26 giugno 2018

Sinossi: Rimasta senza fidanzato, senza una casa dove stare e senza lavoro, Grace Hammond decide di lasciarsi tutto alle spalle e ritorna nella sua piccola città di origine nel Connecticut dove vivono i suoi genitori. Ma quella che doveva essere una breve visita alla sua famiglia diventa invece una permanenza più lunga. Bravissima nel dispensare consigli e organizzare la vita degli altri, Grace non è in grado di definire delle regole per evitare di sbagliare di continuo. Solo facendo i conti con il suo passato e con la tragica scomparsa di sua sorella avvenuta molti anni prima, Grace riesce finalmente a ridare un senso alla sua vita: incontra dopo tanto tempo Peter, un ragazzo conosciuto al liceo, ora famoso regista di Hollywood che ricomincia a frequentare e soprattutto Mitch, il proprietario del locale negozio di biciclette e deve decidere cosa davvero desidera per sé e dove la porta il cuore.


Titolo: Come oro nelle crepe
Autore: Gioia Di Biagio
Editore: Mondadori
Pagine: 248
Prezzo: 16,50 euro

In libreria dal 19 giugno 2018

Sinossi: “Ho scoperto l’arte giapponese del kintsugi quando ho dovuto riparare una statuina di porcellana preziosa andata in frantumi. Ho pensato che sarebbe stato bello poter fare lo stesso con le persone e ho deciso di usare quell’arte antica per rimettere insieme anche i pezzi della mia vita, per guardarli uno a uno e incollarli amorevolmente.

Avevo passato tanto tempo a far credere agli altri che tutto andasse sempre bene, nella speranza di non essere considerata diversa o guardata con compassione. A nascondere la mia storia raccontando altre storie.

Qualcosa è successo, poi, che mi ha fatto accettare le difficoltà e mi ha portata a trarre un insegnamento anche dalle esperienze più dolorose. Cadi, ti rialzi. Non sempre ci sono riuscita ma ci ho sempre provato.

Ho imparato a valorizzare le mie ferite, a mostrarle, perché sono proprio loro a rendermi una persona unica e preziosa. Come in un rituale antico, ho riempito con l’oro le cicatrici della mia vita e ho scritto sul mio corpo la mia storia.”

In questo piccolo libro sapienziale, Gioia Di Biagio, affetta da una sindrome rara che rende anche la sua pelle estremamente fragile, insegna come non arrendersi ai limiti del proprio corpo, trasformando la fragilità in bellezza e le cicatrici in rifiniture dorate, come nella tecnica del kintsugi.

Il suo è un esempio di resilienza, un insegnamento per tutti: è davvero possibile abbracciare il proprio dolore e trasformarlo in una forma d’arte quotidiana. Perché nessuno sa essere forte come una persona fragile.



martedì 29 maggio 2018

Oggi vi parlo di..."Nessuno è intoccabile" di Thomas Melis

Buongiorno lettori, "Oggi vi parlo di..." un bel thriller da leggere in questi primi pomeriggi estivi, magari al mare sotto l'ombrellone o distesi su un bel prato, che ne dite? Bella come idea!!! Peccato che nel mio caso sono ancora super impegnata con la scuola dei miei bimbi ma il tempo per leggere si trova sempre soprattutto quando si ha per le mani un gran bel libro, e questo che sto per presentarvi è di ottima compagnia. Fatemi sapere se vi incuriosisce, se conoscete l'autore e se avete già letto la sua precedente opera. Buona lettura!


Dopo “A un passo dalla vita”, il cupo noir d’esordio pubblicato nel 2014, Thomas Melis torna ai lettori con il suo secondo romanzo per una nuova casa editrice: l’emiliana Butterfly Edizioni.

Ambientato in una Sardegna poco conosciuta, “Nessuno è intoccabile” racconta la storia dell’eterna faida tra due famiglie criminali e dei legami di questo mondo con una politica spregiudicata pronta a tutto per il potere e il denaro.

In uscita il 27 aprile 2018 “Nessuno è intoccabile” si colloca come il precedente lavoro dello scrittore all’interno del filone noir/crime. Il libro racconta la storia di due famiglie criminali impegnate in una guerra eterna che una classe politica connivente vorrebbe sfruttare per favorire una colossale speculazione immobiliare lungo la costa, nel territorio di una provincia della Sardegna esterna ai grandi flussi turistici e legata a regole immutabili. 


Partendo da echi di cronaca giudiziaria, e interpretando la condizione e le tradizioni dei luoghi, l’opera analizza, attraverso le azioni dei suoi personaggi, i meccanismi con cui al giorno d’oggi l’economia criminale colonizza e avvelena il tessuto socioeconomico sano di una terra in crisi.


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NESSUNO E' INTOCCABILE

di THOMAS MELIS

Editore: Butterfly Edizioni

Pagine: 240
Prezzo: cartaceo 15,00 euro - ebook 0,99 euro

Data di pubblicazione: 27 aprile 2018

Sinossi: In un angolo nascosto della Sardegna, dove il mare e la montagna si fronteggiano, due famiglie malavitose combattono una guerra senza tempo in nome di un codice antico. Vissente Degortes e il Castigliano vogliono imporre un dominio di sangue sulla provincia di Porto Sant’Andrea, spazzando via la fazione avversaria dei Corràsi. Lungo la loro strada incontrano Giovanni Fenu, un politico ambizioso fedele a un imperativo: cogliere le occasioni che la vita regala. La discesa negli inferi della violenza più spietata. Il dovere della vendetta. I rapporti con le organizzazioni criminali nazionali, la politica in cerca di voti e la speculazione imprenditoriale senza scrupoli. In una terra che non vuole padroni e dove vale una sola regola: nessuno è intoccabile.


BIOGRAFIA

Thomas Melis è nato a Tortolì, in Sardegna, nel 1980. Ha studiato presso le Università di Firenze e Bologna concludendo il suo percorso accademico nell’anno 2008. Nella vita si è occupato di progettazione su fondi comunitari e consulenza aziendale. Ha scritto per diverse riviste on line, dedicandosi alle analisi degli scenari internazionali e della politica interna. Attualmente gestisce un’attività commerciale, lavora come copywriter e crea contenuti per aziende attive sul web. Nel 2014 ha pubblicato il romanzo d'esordio "A un passo dalla vita" e l’anno successivo lo spin off "Platino Blindato". Dal 2017 collabora con il sito di critica letteraria MilanoNera. “Nessuno è intoccabile” è il suo primo romanzo per Butterfly Edizioni.



lunedì 21 maggio 2018

Recensione - "Le figlie del mare" di Mary Lynn Bracht



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"FIGLIE DEL MARE"


MARY LYNN BRACHT

Editore: Longanesi

Traduttore: Katia Bagnoli
Pagine: 372
Prezzo: 18,60 euro
Sinossi: qui






Ci sono romanzi che ti fanno sognare, altri che ti emozionano, altri che ti frantumano il cuore in mille pezzi e ti rimangono dentro, si ancorano alla tua anima e pilotano i tuoi pensieri verso quella storia, quel passato che se pur inammissibile è esistito. E poi fai fatica a concretizzare le immagini avanti ai tuoi occhi perché tanta cattiveria veramente non riesci a darle una forma e farla vivere. 

Mary Lynn Bracht ha scritto una storia in ricordo delle "donne di conforto", come testimonianza di un passato che fino a pochi anni fa era inimmaginabile. Il vissuto di Hana e Emi, due sorelle coreane, ci fanno rivivere gli orrori di una guerra e le tradizioni di un popolo lontano dal nostro.
Ci troviamo sull'isola di Jeju, un pezzettino di terra di origine vulcanica situata a sud della Corea. E' usanza, da quelle parti, che le donne seguono l'esempio della madre e diventano anch'esse delle "Haenyeo" - letteralmente "donne del mare". Hana è una di loro, si immerge in apnea nelle fredde profondità dell'oceano insieme alla madre, aiutando economicamente la famiglia vendendo il pescato al mercato del villaggio. Tutto può sembrare tranquillo ma ci troviamo a ridosso del secondo conflitto mondiale e non solo gli uomini vengono spediti al fronte ma anche le donne o meglio le ragazzine sono in pericolo...
Hana ha una grossa responsabilità, salvaguardare la sorellina, e lo fa con tutta se stessa. Rapita da un soldato sulla spiaggia inizia il suo vero incubo. Da "haenyea" a "donna di conforto", Hana viene mandata in Manciuria inconsapevole del suo ruolo. Reclutata dall'esercito giapponese e ridotta a schiava sessuale per i soldati dell'esercito imperiale. Anche se Emi rimane al villaggio con la famiglia non è semplice per lei andare avanti, la scomparsa della sorella e la vergogna del suo ruolo la costringono a dimenticare per sopravvivere e solo verso l'epilogo la verità ci induce a comprenderne alcuni aspetti.


"Figlie del mare" è un romanzo a due voci, Hana e Emi con le loro strazianti Vite raccontate su due diversi piani temporali mi hanno regalato un pezzo di storia che personalmente non conoscevo. Nelle prime pagine è Emi, ormai ottantenne, ad introdurci la figura di Hana. Ossessionata da sogni che le turbano il sonno, Emi, rievoca un passato chiuso a chiave nel suo cuore che fatica a uscire fuori e solo guardandosi indietro riuscirà a fare pace con i suoi sensi di colpa che la tormentano ogni giorno sempre di più.
La figura delle "confort woman" è stata ammessa dal governo giapponese nel 1993 e solo da pochi anni il loro genocidio viene considerato crimine di guerra. Grazie alla testimonianza di una "confort woman" pian piano le atrocità subite da queste povere donne durante il secondo conflitto mondiale sono emerse a galla. Finalmente si sono aperti gli occhi su una situazione vergognosa e inammissibile. Mary Lynn Bracht ha volutamente romanzare una storia nella storia, la vita di Hana e Emi rispecchia la vita di migliaia di donne vissute in quel periodo. Affascinante il ruolo delle "haenyea", donne dalla grande resistenza fisica e lancinante il ruolo delle "confort woman". 
Un romanzo perfetto a chi ama quel periodo storico che strazia ma nello stesso tempo insegna. Due storie che camminano parallele, entrambe coinvolgenti e dure, entrambe intrise di dolore e di VITA. Un romanzo che meriterebbe il massimo dei voti ma che invece a mio avviso manca di qualcosa che non riesco a identificare nonostante il suo stile fluido permette alle pagine di scorrere veloci isolandoci dalla realtà, mentre l'immaginazione elabora immagini nitide nella nostra mente e le stampa nel nostro cuore.

"Figlie del mare" lascia il segno e merita di essere letto, per conoscere, per ricordare ma soprattutto per non dimenticare, gli orrori della guerra, la cattiveria dell'uomo e la sofferenza di migliaia di persone innocenti. 


lunedì 14 maggio 2018

Recensione - "Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo

Buon lunedì cari lettori!

Oggi vi propongo il mio pensiero su un romanzo letto in treno e che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio. Complice la Feltrinelli che ha messo in super offerta alcuni titoli veramente interessanti, come al solito non ho saputo resistere e così ho portato a casa "Le tartarughe tornano sempre" di Enzo Gianmaria Napolillo e "Caffè amaro" di Simonetta Agnello Hornby. Ho divorato il primo mentre il secondo mi sa che dovrà attendere un pochino...



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LE TARTARUGHE TORNANO SEMPRE


ENZO GIANMARIA NAPOLILLO

Editore: Feltrinelli

Pagine: 216
Prezzo: 9,00 euro
Sinossi: qui



"Un'isola è libertà e prigione"

E' vero, un'isola è entrambe le cose e lo sa bene Salvatore che con la sua terra nutre sentimenti contrastanti. Un'isola è come un piccolo paese, tutti si conoscono, la spensieratezza permane ancora sui volti dei bambini, la salsedine impregna ogni oggetto e i visi delle persone si contraddistinguono per quel senso di pace e tranquillità che solo i colori del mare confondendosi con l'azzurro del cielo e la luce accecante del sole possono regalare.
Lampedusa, isola da sogno o isola per realizzare un sogno, è stata e lo è ancora protagonista di cronaca nazionale. Quanto ne abbiamo sentito parlare negli ultimi anni, quanta sofferenza è legata al suo nome, trasformandola in un'isola di speranza. La speranza che traspare, quasi ci viene implorata, dallo sguardo perso e disperato di migliaia di migranti che investono tutto ciò che hanno per fuggire a qualcosa di assurdo. 
In "Le tartarughe tornano sempre" l'autore tratta un argomento molto delicato, ovvero quello dei migranti, inserendolo nel contesto sociale tipico degli isolani. Attraverso la vita di Salvatore, il lettore entra in contatto diretto con la quotidinarietà dell'isola; il papà pescatore che con il suo mozzo passa gran parte del suo tempo facendosi cullare dalle acque del mediterraneo e la mamma intenta ad accudire la casa e a mettere tutto l'amore che ha nello squisito sugo al pomodoro, così come in ogni altra pietanza, definite da Giulia "spettacoli pirotecnici". Salvatore diventa adulto e insieme a lui anche le responsabilità e gli ostacoli che una vita di modeste origini comporta. Ma l'estate è sinonimo di leggerezza ed è appunto in questi caldi mesi che l'amicizia con Giulia, una ragazza milanese in vacanza sull'isola si trasforma in qualcosa di più importante.

"La vita cosa sarebbe senza quella sensazione che ti fa credere di essere felici? Una sensazione che molti non conoscono, che hanno seppellito con milioni di ragioni, e che ignorano con imbarazzo. Chimica, temperatura e sensi. Ingredienti basilari: un ragazzo e una ragazza. Il primo amore, la distanza, l'estate. Una montagna di ricordi rocciosi, la costituzione di un'illusione"

Le partenze e i ritorni sono una costante per Salvatore, pronto a partire per seguire il suo cuore ma al contempo ritorna con la sola consapevolezza che il suo cuore è l'isola. A farlo compagnia in ogni sua decisione sono le lettere dalla busta rosa inviate da Giulia a sigillare dei ricordi aggrovigliati in un turbine di sentimenti.
In "Le tartarughe tornano sempre" le emozioni si susseguono accanto allo sgomento per delle vite spezzate, la solidarietà cammina a braccetto con la diffidenza, le immagini senza filtri viste da Salvatore lo plasmano e l'amore per Giulia lo rendono uomo. 
 
Speranza, solidarietà e coraggio sono gli elementi che danno origine a una storia che anche se frutto di fantasia non si discosta molto dalla realtà che viviamo. Forse è stato proprio questo aspetto a farmi immedesimare ancora di più nello stato d'animo di Salvatore e a comprenderne ogni sua scelta. Un romanzo che consiglio assolutamente!

lunedì 7 maggio 2018

Recensione - "La prima ora del giorno" di Anna Martellato

Buon pomeriggio lettori incantati!
Cosa leggete di bello? Avete visto quante belle uscite ci sono questo mese? Povero portafogli è costretto ad essere vuoto... non ci sono speranze!!! Ma ritorniamo a noi, oggi ritorno con la recensione di un libro letto ad aprile di cui ringrazio la casa editrice Giunti per avermi omaggiata di una copia cartacea.


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LA PRIMA ORA DEL GIORNO


ANNA MARTELLATO

Editore: Giunti

Pagine: 298
Prezzo: 18,00 euro
Sinossi: qui


Un romanzo tutto al femminile è l'esordio letterario di Anna Martellato che con "La prima ora del giorno" ha creato il giusto equilibrio tra una realtà storica poca conosciuta e una storia frutto di fantasia. Ciò che mi ha colpita più di ogni altra cosa è la suggestiva ambientazione. Ci troviamo a Rodi, isola greca immersa nel mare blu dell'Egeo, ricca di vissuto e impregnata di tradizioni. Qui nonna Anna ha vissuto la sua infanzia e adolescenza con sua sorella Angela, in una casa benestante circondata dall'affetto della sua tata Merope e da una mamma sfuggente.

"Il sole e il vento non davano mai fastidio nell'isola di Rodi. Accarezzavano la vita che lì trascorreva indolente. In un ritmo lento, orientale. E dove greci, italiani, turchi, armeni cattolici, musulmani ed ebrei vivevano in pace, senza distinzione di lingua, religione o nazionalità"

Nonna Anna rivive il passato raccontandolo a sua nipote Zoe in una camera della casa di riposo Villa Gigli. Tra nonna e nipote vige un forte legame fatto di stima reciproca e solidarietà femminile. Nonna Anna, golosissima di pasticcini alla panna, si perde in lunghi racconti che hanno lo scopo di risollevare l'animo della nipote Zoe e indurla a riflettere su un'importante decisione destinata a cambiarle per sempre la vita.
In "La prima ora del giorno" la storia è smistata su due diversi piani temporali. Gli anni vissuti da nonna Anna a Rodi in procinto del secondo conflitto mondiale e poi sotto la dominazione tedesca, e quelli inerenti ai nostri giorni con la frenetica e solitaria vita di Zoe.
Ecco, è appunto il personaggio Zoe a non avermi convinta del tutto. Ho provato un certo astio nei suoi confronti, soprattutto nel modo in cui decide di gestire la sua vita che proprio non sono riuscita a provare empatia per lei. Invece, la parte storica ambientata a Rodi l'ho apprezzata molto di più. Ho perfettamente immaginato quest'isola in mezzo all'Egeo, le sue case con il tetto piano rivestite di bianco abbellite da fiori dai mille colori e il profumo dei piatti tipici greci. Ma i ricordi di nonna Anna ci trascinano nello specifico nel periodo buio della guerra, in particolare lei racconta dei giorni che seguirono l'8 settembre 1943 e il 30 giugno 1944. Le vite di nonna Anna e di Zoe si accavallano in un susseguirsi di flashback accompagnati da una prosa molto scorrevole e semplice. 

Anna Martellano ha voluto ripercorrere il vissuto della sua famiglia attraverso i ricordi di nonna Anna scomparsa nel 2011, specificando nei ringraziamenti che oltre alle accurate ricerche storiche necessarie a ricostruire la storia di Rodi del 1943-1944, ha magistralmente affiancato alle parti romanzate aneddoti personali. 
"La prima ora del giorno" è un romanzo che anche se non eccella nel racconto in sè possiede un punto forte che è la veridicità dei fatti essendo in parte una storia vera. Ma nonostante tutto non sono riuscita a estrapolare entusiasmo nella lettura se non per alcuni capitoli. Come ho detto poco sopra tra le due protagoniste ho riscontrato un notevole dislivello empatico che ha purtroppo influito sul giudizio finale. 
"La prima ora del giorno" è un romanzo all'apparenza delizioso ma che sotto sotto cela tanta malinconia perché i ricordi ci fanno andare indietro nel tempo ma non ci allontanano dal pensiero che la guerra è sempre un qualcosa di tremendamente assurdo.