martedì 15 marzo 2016

Recensione - "Il bambino magico" di Maria Paola Colombo

Buon pomeriggio cari lettori e buon martedì,

come procedono le vostre letture? Nel mio caso,  marzo si sta presentando abbastanza proficuo, ho in lista almeno altri tre libri e mi auguro di leggerli tutti! 

Oggi voglio parlarvi de "Il bambino magico" di Maria Paola Colombo, editore Mondadori, pag. 228 e colgo l' occasione per ringraziare la casa editrice per avermi gentilmente inviato l' ebook.

Detto questo, mettetevi comodi, spero di trovare le parole giuste per trasmettervi tutte le emozioni che ho provato durante la lettura e raccontarvi la meravigliosa storia di Moussa, Gora e Miriam. Buona lettura!


Il bambino magico

Sinossi: Questa storia inizia in una notte africana, sotto l'albero delle parole. Qui, dove di giorno gli uomini del villaggio si raccolgono per ragionare, nel buio crepitante di lampi un bambino di cinque anni stringe al petto un fagotto. Il bambino si chiama Gora, è figlio di Ibrahima Diop il lottatore e, tra le braccia, regge un neonato con la pelle bianca come il latte di capra. È uno zeruzeru: un africano albino. Una sventura. Un bambino magico. Ma per Gora è soltanto Moussa, suo fratello. Il villaggio di Marindo-Ta, una manciata di capanne e campi di arachidi nel cuore della savana, custodisce il segreto del figlio bianco. Tra le lezioni alla scuola coranica e le scorribande al vecchio recinto, Gora e Moussa crescono inseparabili: un bambino nero e la sua ombra bianca. Ai loro giochi selvaggi si unisce Miriam, che preferisce le corse sfrenate alle bambole di stracci. È testarda, disobbediente e visionaria. Miriam è il primo amore, vissuto con la convinzione assoluta dei bambini, accompagnato dalla promessa folle dell'indissolubilità: insieme, noi tre, sempre. Miriam è il desiderio che spinge a infrangere i divieti, che allarga l'orizzonte delle avventure, oltre il perimetro del villaggio, oltre il confine dell'Africa e dell'infanzia. Fino all'Europa, all'Italia, alle strade di una Milano distratta, dove, ventenni, approdano come migranti, stranieri, ultimi tra gli ultimi. Nel loro sguardo si specchia un'Italia sognata come l'El Dorado che si svela nelle sue contraddizioni, ostilità, solitudini, ma che è anche capace di gesti inattesi di immaginazione e generosità. Con voce limpida e ispirata, Maria Paola Colombo attinge alla potenza del mito e all'incanto della fiaba per raccontarci una vicenda attualissima. E ci conduce nel cuore meraviglioso e combattuto di ogni uomo in cammino verso la felicità: lì, dove siamo fragili e diversi, lì è la fonte segreta del nostro più grande potere.


Il mio pensiero:

Il bambino magico di M. Paola Colombo è una storia che lascia il segno. Voltando l' ultima pagina non nascondo che tanto mi ha fatto riflettere. La storia dei protagonisti e i temi trattati seppur attuali hanno scosso la mia anima, ma andiamo per ordine...

Safari Kenya spent a few days here and saw som beautiful animals and some amazing people:

Voliamo in Africa, nel villaggio di Marindo-Ta, è una calda notte africana e Ibrahima Diop, il lottatore, stringe tra le sue braccia un neonato. Ma il colore della pelle rattristano il padre che confuso corre all' albero delle parole, quello intorno a cui gli uomini si radunano a parlare delle cose importanti e da cui i bambini devono stare lontani. Ibrahima Diop viene inseguito dal suo primogenito Gora che preoccupato gli si avvicina, guarda per la prima volta il piccolo e stupito capisce tutto. Suo fratello Moussa è albino, un "zeruzeru", ha la pelle bianca come il latte di capra... sembra una luce accesa nella notte africana. In un villaggio dove la cultura e le tradizioni sono ben radicate e dove le leggende che si tramandano spaventano, nascere albini, si narra, vuol dire essere figli del diavolo, e che la loro pelle e le loro ossa siano capaci di curare le malattie e quindi uccisi, ma per fortuna a calmare gli animi ci pensa il marabutto Tafha con le sue parole:


"non nasce nessuna creatura che Dio non voglia. Moussa è figlio della luce come tutti noi, non delle tenebre."


Dall' attimo in cui Ibrahima Diop affida il neonato a Gora, entrambi diventano inseparabili, un' unica persona.


"Gora è il dorso nero di una mano, Moussa il palmo bianco di quella stessa mano."


I due fratelli crescono insieme, giocano a palla,  si allenano e si divertono con gli altri bambini del villaggio. A farli compagnia nei giochi è Miriam, dal carattere forte e determinato, sempre pronta a lanciare nuove sfide e prove di coraggio. I due fratelli, ammaliati dalla sua presenza si buttano in ogni nuova avventura. Gora, Moussa e Miriam si sostengono l' uno con l' altra, di raccontano e si confidano i propri sogni...e il sogno di Miriam è l' Europa, l' Italia, e le miriadi di possibilità che essa offre. 

Miriam è la prima a lasciare il villaggio di Marindo-Ta con la promessa che un giorno i due fratelli la raggiungeranno. E come ogni promessa Gora e Moussa faranno di tutto pur di mantenerla, ancora più convinti quando al villaggio arriva una lettera di Miriam dall' Italia dove parla di "coccodrilli", una tacita richiesta di aiuto percepita solo da loro due. 

Come sempre non vado oltre nel raccontare, per timore di cadere troppo nei dettagli. Ho cercato di riassumere la prima parte de Il bambino magico, con la speranza di avervi incuriosito nel sapere come sarà il viaggio dei fratelli e la storia di Miriam!

Maybe that is why you seem to live more vividly in Africa...life here is amplified by its constant proximity to death. People love harder here... ~From Peter Godwin, "When a Crocodile Eats the Sun: A Memoir of Africa" (paraphrased):

Maria Paola Colombo attraverso le sue parole mi ha preso per mano e mi ha immerso in due realtà completamente diverse e a loro modo crudeli. La prima parte del libro è ambientata in Africa, nel piccolo villaggio Marindo-Ta, dove la vita è molto semplice. Leggendo ho perfettamente immaginato la loro quotidianità; gli uomini che vanno al campo, le donne che spazzano i cortili, pestano il miglio e allevano i piccoli, le ragazze che si intrecciano i capelli e i bambini che tirano calci a un pallone fatto con le pezze o che si arrampicano sugli alberi. Inoltre, il rito della circoncisione, fatto ai ragazzi per diventare uomini e la poligamia, caratterizzano questa piccola comunità. Infatti Ibrahima Diop ha due mogli, Fatou e Aida. Fatou è la madre di Gora, mentre Aida è la madre di Moussa. In questa prima parte ho apprezzato molto anche la figura di Samba, la griot della famiglia, lei conosce la storia dei suoi antenati e ha il "potere" di radunare intorno a lei i bambini e raccontare storie. 

La seconda parte del romanzo ci porta, invece, in Italia, e qui la narrazione perde quella magia per lasciare il posto alla realtà! Emozionatissimo il viaggio dei due fratelli (non nascondo che qualche lacrima l' ho versata), e la storia di Miriam tanto simile a milioni di ragazze che fuggono dal loro paese per un futuro migliore.

Maria Paola Colombo ha saputo intrecciare temi delicatissimi, quali lo sfruttamento della prostituzione, il bullismo, la diversità, il valore della famiglia, con una storia unica. Il finale è intuibile durante la lettura, ma l' epilogo mi ha comunque spiazzato!  Il bambino magico ci induce a riflettere sulla vita! Siamo sempre portati a desiderare altro, quando , invece, la felicità è a portata di mano, basta aprire gli occhi, non far finta di non vedere e apprezzare ciò che ci circonda! Il bambino magico vive in ognuno di noi!


VOTO: CINQUE STELLE


8 commenti:

  1. E' davvero un libro carico di emozioni!

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    1. Non nego che qualche lacrimuccia l' ho versata, il viaggio dei fratelli verso l' Italia è stato emozionatissimo!

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  2. Rosa, questo libro mi convince sempre di più.
    Non conoscevo il tema, prima di leggere la recensione di Nunzia Libropatica e adesso vedere che anche tu hai amato !Il bambino magico" è una grande conferma.

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    1. Nel frattempo aspetto di leggere la recensione di "Girl runner".

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    2. Un romanzo magico, dove l' importanza dei temi trattati sono mescolati con una storia meravigliosa, se puoi leggilo, curiosa di conoscere il tuo parere!

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  3. Bravissima Rosa, hai reso perfettamente l'idea. Ho apprezzato moltissimo come hai esposto il tuo pensiero, sempre con la decisione e la delicatezza che ti contraddistinguono. Non so quando ma li leggerò...guardo la mia libreria cartacea e digitale e scorgo tante storie che attirano la mia attenzione. Vorrei così tanto allungare le ore del giorno...Grazie sono volata in Africa!

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    1. Grazie Cuore, sempre molto gentile!!! Appena smaltisci la tua infinita lista, vola in Africa, non te ne pentirai!!!

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  4. Già la recensione di Nunzia mi aveva incuriosito, la tua non fa che aumentare la voglia di scoprire questa storia :)

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