domenica 5 agosto 2018

Recensione "La famiglia Aubrey" di Rebecca West

Buona domenica cari lettori! Come va? 

Ultima recensione prima della pausa estiva, e si anche il blog va in vacanza. Ho bisogno di staccare un po' dal mondo virtuale e dedicarmi senza vincoli alla lettura. Tra qualche giorno pubblicherò un post dove vi parlerò delle mie prossime letture e poi ci rivedremo a settembre ancora più carichi!!!
Bando alle ciance, oggi vi parlo di un romanzo sul quale nutrivo altissime aspettative ... forse ho letto troppe recensioni bellissime...
Buona lettura!




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"LA FAMIGLIA AUBREY"


di REBECCA WEST

Editore: Fazi Editore

Tradotto da Francesca Frigerio
Pagine: 569
Prezzo: 18,00 euro
Sinossi: qui


Quanto ho atteso l'uscita di questo romanzo! Tanta era la mia voglia di leggerlo!!! Ho aspettato con impazienza il cinque luglio, giorno della sua uscita, ma il destino vuole che la libreria del paese ne era sprovvistaaa!! Ora, potete solo immaginare la mia delusione (giuro non trovo parole per descriverla) quindi cosa faccio? Lo ordino online e dopo due giorni il romanzo era tra le mie mani!!! Nel frattempo ho letto tantissime belle recensioni che mi hanno convinta ancora di più e poi io amo le saghe familiari, tutti elementi a mio favore, e allora perché ho voltato l'ultima pagina con un marcato senso di insoddisfazione? Provo a spiegarvelo, anche se non sarà facile descrivervi le mie sensazioni...

La casa editrice Fazi ci onora di tante belle pubblicazioni e in questo caso ha voluto riaprire il sipario su un romanzo uscito un po' di anni fa ma forse non noto a tutti. "La famiglia Aubrey" è il primo volume della trilogia degli Aubrey, Rebecca West in questo scritto ha voluto trarre ispirazione dalla storia della sua famiglia.
Ambientato nella Londra di fine Ottocento, la famiglia Aubrey non gode di grandi privilegi economici. Le loro precarie condizioni finanziarie li costringe a spostarsi di continuo da una città all'altra per assecondare gli impegni lavorativi del capofamiglia. Quest'ultimo è un editorialista, ovvero scrive per un noto giornale locale, inoltre ambisce a portare avanti una serie di ideali politici che hanno un grande riscontro, stima e approvazione da un gran numero di persone. Lui, che in teoria predica bene ma in pratica non fa nulla per migliorare la situazione economica della sua famiglia che è costretta ad accontentarsi e vivere di speranze. La moglie Claire, è una brava musicista, suona e impartisce lezioni di piano alle sue due figlie, Mary e Rose. La primogenita Cordelia invece, è affascinata dal suono delicato del violino, strumento per il quale nutrirà gioie e dolori. Ed infine c'è il piccolino, Richiard Quin ancora alla ricerca di un suo talento. Fanno da contorno a questo bel quadretto familiare "british" la cugina Costance e sua figlia Rosamund, presenze fondamentali per ogni membro Aubrey! La musica è una costante del romanzo, il motivo di vita di tutti, infatti le ragazze Aubrey intravedono nella musica una via d'uscita da una situazione precaria.

Qual'è la caratteristica di questo romanzo? Ebbene è la figura di Rose, che nelle vesti di narratore racconta la storia della sua famiglia rievocando ricordi di vita vissuta e lo fa intervallando aneddoti passati a frequenti osservazioni presenti, il ciò ci fa intuire che le numerose vicende che si susseguono trovano nel presente una qualche giustificazione. E' chiaro che la voce narrante è una persona adulta e insieme a Rose andiamo a ritroso nel tempo alla spasmodica ricerca dell'elemento "strambo" che predomina nella storia. Perché qualcosa di strano persiste dalla prima all'ultima riga. Di preciso non so dirvi cosa ma sono quasi sicura che molti episodi siano legati a un determinato fenomeno, ovvero al "soprannaturale". In particolare, emerge chiaramente nel simpaticissimo capitolo che vede coinvolti la signora Claire, sua figlia Rose, Costance e Rosamend.
Ho modo di intuire che tutto in questo romanzo ruota intorno a questo fenomeno altrimenti non riesco a dare una risposta ai tanti comportamenti strani, in particolare quello della mamma ma anche di altri membri della famiglia, quale la cugina Costance e sua figlia Rosamund. Queste ultime due figure giocano un ruolo fondamentale affianco ai protagonisti, rendendo il romanzo più fitto di eventi e accompagnando gli stessi da un pizzico di sana ironia.
Rebecca West ha intessuto una storia dove i protagonisti faticano a uscire fuori, in questo primo volume sembri che li tratteggi regalando loro un alone di mistero, lasciando molte cose all'intuito del lettore e talvolta addirittura spiazzandolo. E' ovvio che ciò sia stato fatto apposta per indurci a leggere il seguito ma ho trovato la lettura nel complesso un tantino "pesante". Questo non toglie che la prosa della West sia impeccabile, uno stile narrativo elegante e ricercato, complesso e corposo utilizzato soprattutto nella descrizione di alcuni fatti talvolta anche nelle situazioni più buffe. Il gran talento dell'autrice sta nel mantenere il ritmo della narrazione sempre sullo stesso piano dove le parole si susseguono una dopo l'altra cadenzate dalla stessa frequenza concedendosi saltuariamente qualche "stonatura" che ci fa sbattere le ciglia, scuotere la testa e ci lascia increduli.
Insomma "La famiglia Aubrey" è un romanzone nel senso che bisogna essere predisposti ed avere tanto tempo a disposizione per intraprenderne la lettura, quindi ve lo sconsiglio vivamente di portarlo in spiaggia ma magari aspettare i freschi pomeriggi autunnali.

Dopo aver voltato l'ultima pagina la reale sensazione che ho provato è stata quella di essere ritornata da un lunghissimo viaggio letterario, piacevole ma non entusiasmante ed è questo il motivo per il quale non aspetterò con ansia il suo seguito ma in ogni caso lo leggerò anche solo per capire le tante situazioni lasciate in sospeso ma in particolar modo per vedere l'autrice dove vuole andare a parare!

domenica 15 luglio 2018

Nuove uscite - Luglio 2018

Felice domenica! Lo so, sto in gran ritardo ma comunque ci tenevo a pubblicare il post sulle novità librose di luglio! In questa calda e afosa domenica vi faccio compagnia per un giretto virtuale in libreria, prontiiiii? 

Buona lettura!





Titolo: Se tu lo vuoi
Autore: Valeria Fioretta
Editore. Piemme
Pagine: 300
Prezzo: 17,90 euro

In libreria dal 3 luglio 2018

Sinossi: Margherita ha un ottimo lavoro, una folta schiera di amiche e un fidanzato con tutte le carte in regola per diventare Quello Giusto. Almeno fino al giorno in cui Quello Apparentemente Giusto la lascia senza una spiegazione, dopo sei mesi di amore folle (almeno da parte di lei), dopo averla costretta a sorbire centrifughe e tisane di ogni tipo, a rinunciare al cioccolato e ad annullare la parte più divertente di se stessa per cercare di conquistarlo ogni giorno. Sola e disperata, Margherita decide di trascorrere agosto a Torino per la prima volta da sempre.
Ed è assolutamente per caso che si imbatte nella pubblicità di una onlus che aiuta i genitori costretti a lavorare d'estate a trovare compagnia gratuita per i propri figli. Così conosce Elisabetta, nove anni, intelligente, timidissima e un po' troppo abituata alla solitudine, che con le sue battute sagaci e l'innocenza che hanno solo i bambini le mostra il suo dolore sotto una luce totalmente nuova.
In un'estate torinese che non avrebbe mai pensato di vivere e di potersi godere, tra picnic sul lungo Po, lezioni di frisbee, gelati al limone e libri che possono curare le ferite, Margherita ed Elisabetta costruiranno un legame molto più speciale di quanto potessero sospettare e, forse, riusciranno anche a scovare Quello Giusto Davvero per Margherita.




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Titolo: Meet me alla boa

Autore: Paolo Stella
Editore: Mondadori
Pagine: 206
Prezzo: 17,00 euro

In libreria dal 10 luglio 2018

Sinossi: C'è un biglietto, strappato su un lato, scritto a penna blu. Riconosco la tua calligrafia perché è un casino. «Meet me alla boa. Ogni volta che ne avrai bisogno.»

Vita, viaggi, discussioni, amore e bellezza, sorprese e giuramenti. Una storia fra due persone che si sono amate, donandosi il bene prezioso della libertà reciproca, qualcosa capaca di superare anche la morte.
«Meet ma alla boa» è l'esordio narrativo di Paolo Stella, che impasta con strabiliante freschezza i due elementi classici del sentimento, Eros e Thanatos, aggiungendo una scrittura brillantissima. Un libro che trasmette perfettamente la sensazione totalizzante di quando l'amore si impossessa della tua vita e la cambia per sempre.


Titolo: L'isola degli idealisti
Autore: Giorgio Scerbaneco
Editore: La nave di Teseo
Prezzo: 17,00 euro

In libreria dal 5 luglio 2018

Sinossi: Un libro perduto durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato nell’archivio di famiglia, un romanzo inedito nello stile del migliore Scerbanenco: tagliente, ironico, sensuale. Il ritorno del maestro del noir all’italiana.

Sull’isola della Ginestra, un piccolo scoglio verde al centro di un lago, la villa della famiglia Reffi è il rifugio sicuro per il vecchio Antonio, medico otorino dall’ironia affilata, e i suoi due figli. Carla, la maggiore, si dedica alla scrittura tra le frecciatine del genitore. Celestino, il fratello minore, è diventato medico per esaudire le preghiere del padre ma preferisce rivolgere il suo intuito alla matematica. Con i cugini spiantati Vittorio e Jole e le due domestiche, gli abitanti del Ginestrin sono al completo. La vita sull’isola scorre tranquilla fino a quando sulle sue rive non approdano due ladri d’albergo in fuga dalla polizia: Guido, giocatore d’azzardo con la passione per la pittura e Beatrice, bella, sfacciata e fatale. L’arrivo dei due latitanti e le loro rivelazioni incrinano il mondo perfetto dei Reffi, che si ritrovano l’uno contro l’altro di fronte a un dubbio morale: denunciare i due ospiti o dare loro una possibilità di riscatto? È l’inizio di un vortice di tensione che sconvolge la quiete dell’isola e gli animi dei suoi abitanti, che tra amori impossibili, fughe, bugie e invidie dovranno fare i conti con la loro più vera natura. Un libro perduto durante la Seconda guerra mondiale e ritrovato nell’archivio di famiglia, un romanzo inedito nello stile del migliore Scerbanenco: tagliente, ironico, sensuale. Il ritorno del maestro del noir all’italiana.


Titolo: La famiglia Aubrey
Autore: Rebecca West
Editore: Fazi Editore
Pagine: 570
Prezzo: 17,00 euro

In libreria dal 5 luglio 2018

Sinossi: Gli Aubrey sono una famiglia fuori dal comune, nella Londra di fine Ottocento. Nelle stanze della loro casa coloniale, fra un dialogo impegnato e una discussione accanita su un pentagramma, in sottofondo riecheggiano continuamente le note di un pianoforte; prima dell’ora del tè accanto al fuoco si fanno le scale e gli arpeggi, e a tavola non si legge, a meno che non sia un pezzo di papà appena pubblicato. Le preoccupazioni finanziarie sono all’ordine del giorno e a scuola i bambini sono sempre i più trasandati; d’altronde, anche la madre Clare, talentuosa pianista, non è mai ordinata e ben vestita come le altre mamme, e il padre Piers, quando non sta scrivendo in maniera febbrile nel suo studio, è impegnato a giocarsi il mobilio all’insaputa di tutti. Eppure, in quelle stanze aleggia un grande spirito, una strana allegria, l’umorismo costante di una famiglia unita, di persone capaci di trasformare il lavaggio dei capelli in un rito festoso e di trascorrere «un Natale particolarmente splendido, anche se noi eravamo particolarmente poveri». È una casa quasi tutta di donne, quella degli Aubrey: la figlia maggiore, Cordelia, tragicamente priva di talento quanto colma di velleità, le due gemelle Mary e Rose, due piccoli prodigi del piano, dotate di uno sguardo sagace più maturo della loro età, e il più giovane, Richard Quin, unico maschio coccolatissimo, che ancora non si sa «quale strumento sarà». E poi c’è l’amatissima cugina Rosamund, che in casa Aubrey trova rifugio. Tra musica, politica, sogni realizzati e sogni infranti, in questo primo volume della trilogia degli Aubrey, nell’arco di un decennio ognuno dei figli inizierà a intraprendere la propria strada, e così faranno, a modo loro, anche i genitori. Personaggi indimenticabili, un senso dell’umorismo pungente e un impareggiabile talento per la narrazione rendono La famiglia Aubrey un grande capolavoro da riscoprire.



Titolo: La coppia del numero 9
Autore: Felicity Everett
Editore: HarperCollin
Pagine: 360
Prezzo: 18,00 euro

In libreria dal 5 luglio 2018

Sinossi: Quando Gav e Lou si trasferiscono nella villetta di fianco, Sara passa le giornate a cercare il coraggio di farsi avanti e dare loro il benvenuto. I nuovi vicini sono creativi, eccentrici, così speciali che un po' la intimidiscono. Guadagnarsi la loro amicizia è tutt'altro che scontato, e quando accade Sara ne è lusingata. Ma la cosa più incredibile è che a loro volta Gav e Lou vedono qualcosa di straordinario in lei e in suo marito Neil, qualcosa di autentico e che vale la pena di coltivare. In un attimo i quattro diventano amici. Sara viene accolta nella ristretta cerchia degli amici di Lou, e al tempo stesso si sente sempre più attratta dal fascino e dall'esuberanza artistica di Gav. Ispirata e incoraggiata dai nuovi amici, inizia ad apportare dei cambiamenti alla propria vita, lascia il lavoro che detesta, abbandona i vecchi amici, si convince a ritirare i bambini dalla scuola per dare loro lezioni a casa. Ma la creatività ha un prezzo, e ben presto Gav e Lou iniziano a pretendere cose che non hanno il diritto di chiedere, con conseguenze disastrose per tutti loro...


Greatest hitsTitolo: Greatest Hits
Autore: Laura Barnett
Editore: Bompiani
Traduttore: Mercurio S.
Pagine: 480
Prezzo: 18,00 euro

In libreria dal 18 luglio 2018

Sinossi: A sessant'anni Cass Wheeler è un'ex musicista, ex madre, ex figlia, ex moglie. Vive sola in una casa di campagna isolata, dopo aver subìto una grave perdita e aver passato un periodo in una clinica per disintossicarsi. Un giorno decide di costringersi a riascoltare i suoi grandi successi: ciascuno ha segnato un momento fondamentale nella sua vita. Una playlist di sedici canzoni che lei e solo lei può scegliere, ben sapendo che ogni ascolto scatenerà una ridda di ricordi ancora vivissimi. La madre che l'abbandona a dieci anni; l'irrompere della musica nella sua vita di adolescente; la grande storia d'amore e gelosia con Ivor, musicista di talento e di straordinario egoismo che Cass arriverà a superare e lasciare indietro. Solo riascoltando la colonna sonora dell'imperfezione che diventa perfetta una volta incisa, registrata e riprodotta, Cass riesce a riconciliarsi con i propri errori, che sono quelli di tutti. Un romanzo di musica, amicizia, legami, ambizione, di grandi amori e grandi perdite.


Copertina Il pane del ritornoTitolo: Il pane del ritorno
Autore: Franca Cancogni
Editore: Bompiani
Pagine: 350
Prezzo: 19,00 euro

In libreria dal 4 luglio 2018

Sinossi: ''Ciò che mi spaventa è che pian piano il tempo vada avvolgendo tutto in una polvere sottile che smussa i contorni, spegne i colori. Anche la più fedele delle fotografie ingiallisce e s'accartoccia agli angoli (...). Dal passato più lontano invece, se sei disposta a scavare nel profondo, puoi far emergere ricordi spezzati, magari a lembi e brandelli ma netti, addirittura vivi. Forse la memoria sa davvero ciò che deve conservare.'' Così riflette Frida, che vive in una casa di riposo a Tel Aviv ma non ha nulla della vecchietta stanca e rassegnata: con tenacia e humour scava nel passato per raccontarci il suo viaggio, piccolo tassello della grande storia che ci riguarda tutti.Poco più che bambina, rimasta sola con la sorella Abigail in uno sperduto villaggio dell'Asia centrale, Frida trova salvezza a Bukhara, in casa del ricco mercante Asherov, ebreo come loro. Ma anche nell'Uzbekistan sovietico la sorte si volge contro gli ebrei, e le due sorelle insieme alla loro famiglia acquisita cominciano un'avventurosa e amara aliyah, che attraversa l'Iran, l'Afganistan e l'India, giunge alla Palestina degli anni '40 per ripartire ancora verso l'Italia.
Attingendo a una testimonianza di vita vissuta e mescolandola con una fantasia accesa e nutrita di letture, Franca Cancogni racconta il destino di una famiglia ebrea del Novecento secondo percorsi sorprendenti e ridà vita a un mondo duro eppure ancora aperto a molti futuri possibili. Questo romanzo pieno di giovinezza e di speranze di pace scritto da un'autrice nei suoi novant'anni è come un ''non'', il ''pane del ritorno'', posto in Uzbekistan all'ingresso di casa per offrirlo a chi intraprende un lungo viaggio, perché lo assaggi e un giorno torni a mangiarne il resto.

martedì 10 luglio 2018

Recensione - "L'ultimo ricordo di Flora Banks" di Emily Barr

Felice martedì amici lettori!

Come vanno le vostre letture? Io ho iniziato a leggere in lingua inglese e mi meraviglio di me stessa di come mi riesce fluida la comprensione del testo. Un buon esercizio per mantenermi in allenamento e arricchire il mio vocabolario. E voi leggete in lingua? Se ancora non lo avete fatto vi consiglio vivamente di provare, all'inizio può apparire ostica la traduzione ma man mano viene spontanea. Provare per credere!
Ritornando alla recensione di oggi colgo l'occasione per ringraziare la C.E. Salani Editore per la copia omaggio.
Intanto mi preparo per la spiaggia...
Buona lettura!


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"L'ULTIMO RICORDO DI FLORA BANKS"


EMILY BARR

Editore: Salani Editore

Pagine: 297
Prezzo: 15,90 euro
Sinossi: qui

"L'ultimo ricordo di Flora Banks" è un romanzo per ragazzi ma perfettamente adatto anche ad un pubblico più adulto. Inviatomi a sorpresa dalla casa editrice ammetto che non sapevo cosa aspettarmi, ma comunque mi sono rifiutata di leggere la trama per accentuarne l'effetto sorpresa. E cosa ci ho trovato? Tanta speranza e voglia di farcela nonostante la "singolare" protagonista.

Ricordo il bacio. Ricordo i nostri discorsi. Ricordo le onde che si infrangevano sui ciottoli, l'odore del mare e il chiaro di luna. Ricordo il sasso. Abbasso gli occhi e scopro di averlo in mano.

E' appunto questo l'ultimo ricordo di Flora Banks e intorno all'immagine, che è rimasta miracolosamente nitida nella sua mente, ruota la sua storia, una racconto di rivalsa, di amore e di speranza.
Flora Banks ha diciassette anni, vive in Cornovaglia e apparentemente ha una vita normale; una famiglia che la vuole bene, un'amica del cuore, gli amici, le feste e la prima cotta tipica di quell'età! Ma l'apparenza inganna, perché in realtà la nostra giovane protagonista è affetta, da quando aveva dieci anni, da una grave forma di amnesia "anterograda", cioè è in grado di tenere a mente le cose solo per un paio d'ore dopodiché le dimentica. Ad aiutarla a ricordare è un diario riposto sotto al letto dove è appuntato chi è e cosa le è successo, inoltre ogni giorno scrive su dei post-it qualche piccolo ricordo  e spesso si serve anche delle proprie braccia per annotare frivoli, ma per lei fondamentali ricordi. La vita di Flora è un continuo non ricordare, iniziare ogni giorno daccapo per poi ripetere le stesse cose il giorno seguente. Una storia che sembra essere una trama letta e riletta, invece vi assicuro che Flora conquista il cuore del lettore con la sua simpatia e voglia di vita.
Il ricordo di quel bacio, suo unico pensiero la inciterà a fare delle cose che mai si era immaginata di poter fare, l'amore che prova verso il ragazzo è solo l'input che le aprirà le porte verso una presa di coscienza mai avuta prima. Ma non tutto è così semplice come sembra. Flora dovrà affrontare non solo i ricordi fantasma ma anche una madre iperprotettiva. Fortuna vuole che l'amore del fratello Jacob e della sua migliore amica Paige la indirizzano verso la verità e la salvezza.
L'avventura in cui Flora ci rende partecipe ha qualcosa di straordinario, al limite del reale in alcuni punti, ma estremamente realistico in altri. Un impercettibile alone di mistero legato alla sua malattia ci accompagna per tutta la lettura dove solo nell'epilogo trova soluzione, forse è questo il movente che ha spinto a definire il romanzo un giallo dalle atmosfere misteriose. A rendere il tutto più piacevole è infine la prosa molto semplice che permette di divorare il libro in una manciata di ore. 

"L'ultimo ricordo di Flora Banks" è sicuramente un romanzo da consigliare ai ragazzi. Un racconto coinvolgente, semplice, avventuroso e stracolmo di energia, perché la nostra Flora ne ha da vendere! L'istinto di sopravvivenza e la forza dell'amore sono le due costanti fondamentali che le permetteranno di uscire dal proprio guscio e affrontare il mondo fuori. 
Gli ostacoli, se visti con gli occhi dell'amore e della voglia di farcela si annientano lasciando libera la strada verso la libertà, interiore o fisica che sia l'importante è credere SEMPRE nelle proprie capacità e la nostra Flora è un vero esempio!


lunedì 2 luglio 2018

Recensione - "Salvare le ossa" di Jesmyn Ward

Felice lunedì amici lettori,

il caldo inizia a farsi sentire e prima di portare i bimbi al mare vi lascio in compagnia di una nuova recensione. "Salvare le ossa" di Jesmyn Ward di cui sicuramente ne avrete sentito parlare e questo è stato il principale motivo che mi ha spinto a chiederlo alla C.E. che ringrazio per la copia digitale. Mi sarà piaciuto? Ni!!! E qui di seguito vi spiego il mio perché!


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SALVARE LE OSSA


di JESMYN WARD


Editore: NN Editore

Serie: Trilogia di Bois Sauvage #1
Traduttore: Monica Pareschi
In libreria dal 16 aprile 2018
Pagine: 313
Prezzo: 19,00 euro
Sinossi: qui

"Salvare le ossa" è il primo capitolo della trilogia di Bois Sauvage. Un romanzo tanto discusso e tanto recensito da stuzzicare la mia curiosità a tal punto da chiederlo alla C.E.. Io che di solito scelgo i libri ad istinto (lo stesso che inizialmente mi ha tenuta lontana da questa storia), mi sono ritrovata ad affrontare le sue trecento e passa pagine con l'intento di trovare un perché e cercando di giustificare il tanto entusiasmo che ha suscitato in chi lo ha letto prima di me!

Ci troviamo in America, precisamente tra le baracche del Bayou del Mississipi, in una comunità di afroamericani. La povertà è palese ai nostri occhi, provate solo ad immaginare un sole rovente che brucia ogni cosa, gli oggetti così come la pelle umana coperti da un perenne strato di polvere rossa argillosa, una palude fangosa stracolma di rottami e detriti e baracche destinate ad essere spazzate via al primo colpo di vento più forte, uno scenario al quanto surreale...
Insomma in questa disperazione vive la famiglia Batiste composta da un papà assente, una madre morta prematuramente per parto e quattro figli ; Skeetah, Junior, Randall, Esch (ops...dimenticavo! Con loro vive alche il cane China).
L'io narrante è la giovane Esch che in prima persona ci rende partecipe della quotidinarietà "disperata" che si svolge all'interno della Fossa. Esch e il suo segreto, Esch e la sua responsabilità verso i fratelli come una madre ha nei confronti dei propri figli, Esch e la sua continua corsa verso l'essere accettata e rispettata come piccola donna. Attraverso i suoi occhi viviamo a conoscenza di una realtà disarmante e difficile da accettare, attendiamo impotenti insieme ai fratelli Batiste i dodici giorni che precedono l'arrivo dell'uragano Katryna e poi la devastazione come segno del suo passaggio.

Ciò che mi ha infastidita durante tutta la lettura (è brutto a dirsi ma è così purtroppo) è la figura di Skeetah con il suo pitbull China. Skeetah vive per il cane, traendo dalla sua presenza forse uno spiraglio di speranza per guadagnare qualche soldino attraverso i combattimenti e contribuire ad aiutare la famiglia e indirettamente anche sé stesso. Ma quando è troppo è troppo e le quasi trecento pagine focalizzate per la maggiore su China e il suo padrone a me sono apparse tante! Ecco, a mio avviso l'autrice ha concesso troppo spazio a queste due figure che secondo me potevano benissimo avere un ruolo marginale e concentrare l'attenzione su altri aspetti, ad esempio su Esch!
Come ovviamente avete intuito dalle mie parole, la storia è proceduta lenta per poi concedersi una leggere ripresa verso il finale regalandomi quel pizzico di coinvolgimento ed emozione tanto agognate. L'arrivo dell'uragano Katryna inevitabilmente ha fatto volare il mio pensiero al quel fatidico giorno del lontano agosto del 2005 e alle immagini viste alla tv e poi alla disperazione dei sopravvissuti che non ha parole per essere descritta. La giovane voce narrante ci apre il suo cuore in questa ultima parte che ho apprezzato e letto con maggiore trasporto rispetto alla prima. 

"Salvare le ossa" è un romanzo che tocca in maniera tangibile molti temi, in primis il degrado della Fossa, la solidarietà di una comunità che vive di stenti e poi la non colpa di nascere in un luogo privo di tutto, dove rimanere uniti, nonostante tutto può salvare.

venerdì 22 giugno 2018

Recensione - "L'anno in cui imparai a raccontare storie" di Lauren Wolk

Ben ritrovati lettori incantati!

La scuola è ufficialmente finita e ora mi tocca impostare la routine estiva, mare, letture e lunghe passeggiate all'aria aperta...riuscirò a resistere fino a settembre? Confido nei miei amici librosi! Sicuramente tante storie allieteranno le infinite giornate di calura...per fortuna!
Oggi ritorno con una nuova recensione, vi parlo di un romanzo per ragazzi. Una storia delicata e purtroppo anche molto attuale!


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L'ANNO IN CUI IMPARAI A RACCONTARE STORIE


LAUREN WOLK

Editore: Salani Editore

Pagine: 278
Prezzo: 14,90 euro

Sinossi: Come Il buio oltre la siepe, a cui è stato paragonato da tutti i critici che l’hanno recensito, questo libro è la sintesi perfetta di avventura, suspense, impegno civile. Ambientato nel 1943, all’ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un’accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità.Una scrittura nitida e coinvolgente dà voce a una delle protagoniste più forti della letteratura contemporanea e terrà incollati alle pagine sia i ragazzi che gli adulti. L’anno in cui imparai a raccontare storie è già un classico.


"L'anno in cui imparai a raccontare storie" è stato paragonato a un grande classico della letteratura mondiale "Il buio oltre la siepe", un appunto non trascurabile per chi come me ha amato il secondo e desiderava ritrovare tra queste nuove pagine la vera essenza della vita.

Voliamo in America, precisamente in un piccolo paesino della Pennsylvania. Sono i primi anni del secondo conflitto mondiale e la nostra giovane protagonista, Annabelle, di soli dodici anni ci darà una vera e propria lezione di vita. La coraggiosa e determinata ragazzina vede turbato il suo equilibrio personale dall'arrivo di una nuova compagna di classe. Betty, la cattiva, la prepotente o l'egoista, insomma chiamiamola come ci pare, il risultato non cambia, darà del filo da torcere alla giovane Annabelle. Il sentiero che a piedi percorrono da casa verso scuola e viceversa è il luogo protagonista di atti di bullismo, una manciata di minuti destinati a diventare pretesto di ansie e paure. 

Il mio mondo, fino a quel momento stabile, si era messo a girare come una trottola e a ogni giro mi sentivo più confusa.

L'astuzia e l'arroganza di Betty destabilizza emotivamente Annabelle che da istinto si chiude in se stessa  timorosa nel confessare i soprusi subiti, ma poi inevitabilmente il suo piccolo ma doloroso segreto emerge creando una catena di eventi che come un uragano la investiranno a pieno. I tanti fatti che accadano, come l'incidente dell'amica del cuore Ruth, o quello che vede coinvolto un fratellino di Annabelle, e ancora la successiva scomparsa di Betty, sono tutti episodi che indirettamente faranno cadere la colpa su Toby, un uomo innocente, reduce dalla prima guerra mondiale il quale a seguito di quest'atroce esperienza vive vagabondando sulle colline con una barba incolta, trasandato nel vestiario e con a tracolla tre fucili. Il suo aspetto non rassicurante lo rende un facile bersaglio da incolpare e Betty "la cattiva" lo intuisce!!!

Ciò che accomuna "Il buio oltre la siepe" a l'ultima opera di Lauren Wolk è la medesima caratterizzazione dei personaggi. La determinata Annabelle, la figura di Toby incolpato senza apparenti prove, e la fastidiosa Betty ci inducono a paragonare "L'anno in cui imparai a raccontare storie" al classico di Harper Lee, ovviamente il tutto traslato ad un pubblico più giovane. Di conseguenza la struttura narrativa è molto semplice e scorrevole, fattore notevolmente apprezzato che ci accompagna all'epilogo con estrema naturalezza e velocità. Il personaggio Annabelle mi è piaciuto; la sua spiccata determinatezza di arrivare fino in fondo con l'intento di scoprire la verità e discolpare chi in realtà è stato chiamato in causa solo in seguito a facili pregiudizi e la sua fermezza nel raccontare storie solo per raggiungere il suo obiettivo incurante del pensiero degli adulti ma testardamente convinta in ciò che realmente crede, allontanandosi coraggiosamente dal pensiero della massa, è un gran bel esempio per i giovani di oggi. Annabelle vittima di bullismo, attraverso la sua storia apre uno spiraglio di speranza alimentato da quel coraggio che talvolta viene a mancare ai nostri giovani. Decide di parlare, mettersi in gioco e far valere il suo giudizio. Giovane ma eroica in "L'anno in cui imparai a raccontare storie" Annabelle ci insegna molto, questo il motivo per il quale la sua storia deve essere letta e divulgata nelle scuole, deve diventare argomento di discussione e di apertura al dialogo. In fin dei conti la parola scritta ha questo importante ruolo, essere letta e se dalla sua lettura riusciamo ad estrarre un valido insegnamento che ben venga!
Oggettivamente "L'anno in cui imparai a raccontare storie" ha una bella morale e rientra a pieni voti tra le letture da consigliare ai ragazzi ma se devo esporre un mio personale giudizio, sarà che forse ho qualche anno in più, non ho sentito un eccessivo trasporto emotivo nonostante gli apprezzati colpi di scena e il finale dolce amaro invitante alla riflessione.

mercoledì 13 giugno 2018

Recensione - "La cura dell'acqua salata" di Antonella Ossorio

Ben ritrovati amici incantati!

Dopo una pausa forzata dovuta ai mille impegni di fine anno scolastico finalmente ho qualche ora da dedicare al mio angolino virtuale. Il nuovo romanzo della Ossorio, "La cura dell'acqua salata" è un regalo che mi è stato fatto da una mia carissima amica per il mio compleanno. Un colpo di fulmine libresco al primo sguardo complice una cover bellissima e una trama particolare che mi ha tanto incuriosito...e poi...vi lascio il mio pensiero per scoprirne di più! Buona lettura!


La cura dell'acqua salata

LA CURA DELL'ACQUA SALATA


di ANTONELLA OSSORIO

Editore: Neri Pozza

Pagine: 304
Prezzo: 17,00 euro
Data di pubblicazione: 22 febbraio 2018
Sinossi: qui


Antonella Ossorio prima di dedicarsi alla narrativa contemporanea ha scritto molti libri per ragazzi. La sua innata creatività e bravura sono palesi in questa ultima opera. "La cura dell'acqua salata" è una lettura "magica", una storia nella storia il cui filo conduttore è appunto l'acqua salata e i suoi superstiziosi poteri terapeutici. Questo non è un romanzo semplice da recensire in quanto la particolare struttura narrativa necessita dei giusti tempi, una volta terminata la lettura, per assimilare il tutto, raccogliere le strane sensazioni che provoca, racimolare le idee, fare un punto della situazione...insomma solo dopo averlo completamente assorbito nelle sue mille sfaccettature si tirano le somme e può essere giudicato. Almeno, questo è quello che è capitato a me!!!

La narrazione si svolge su due diversi piani temporali, un'inconsueta vicenda si verifica nel lontano 1766, mentre l'altra storia si svolge nella metà del novecento. Entrambe sono unite dalla superstizione che vede protagonista un "sapo gallego", ovvero una elaborata collana d'oro con pendente in filigrana, chiamato così per l'affinità tra la superficie scabra del gioiello e la pelle del rospo. Il "sapo gallego" è un oggetto tipico della Galizia, desiderato e sfoggiato sul costume tradizionale dalle donne  dell'epoca.
Brais Barriero è un bravo orefice, lui l'ideatore del "sapo", lui l'artefice di tramandare nel corso dei secoli una "superstizione" legata al possesso dell'oggetto in questione che vedrà colpiti solo i primogeniti maschi. La storia di Brais Barriero ambientata nel 1766 ci illustra l'origine del "sapo" e del suo arrivo a Napoli, perché infatti la successiva storia vede protagonista la città partenopea. Brais Barriero è costretto ad imbarcarsi e il suo mirabolante viaggio, che lo vede fuggire dalla sua terra natia verso l'ignoto è molto suggestivo. Sulla nave, il "sapo" e la paura di perderlo e quindi l'inammissibilità di staccarsi dall'oggetto lo tormenta e ...l'acqua salata fungerà da cura. 
Enzo, l'altro protagonista, è invece all'oscuro della scomoda eredità che colpisce la sua famiglia da secoli e che sta per essere tramandata a lui appunto come primogenito maschio. Ci troviamo a Napoli ben due abbondanti secoli dopo e il "sapo" continua a fremere e pulsare nell'anima del suo possessore. In questo contesto entrano in gioco anche le figure femminili,  la mamma Carolina e la sorella Spina, razionali spettatrici di una assurda illusione. La loro lucidità mentale avrà un ruolo determinante all'interno dell'intera storia.

"La cura dell'acqua salata" è un romanzo singolare e suggestivo che induce il lettore a calarsi necessariamente nella storia per estrapolarne ogni variazione legata appunto al mistero del "sapo". Se si riesce a interagire con ciò che l'autrice vuole trasmetterci viene naturale sbrogliare l'intera matassa che invece risulterà complessa nel caso in cui involontariamente perdiamo qualche passaggio, rischiando di perderci nelle varie vicissitudini. Dico questo, perché oltre alla fitta narrazione ricca di eventi, la Ossorio adotta un stile linguistico molto ricercato, elegante e vocativo. "La cura dell'acqua salata" non è assolutamente un romanzo da leggere tutto d'un fiato ma ha bisogno dei suoi tempi e come ho detto all'inizio della recensione, anche a lettura finita difficilmente riusciamo a uscire dalla storia, che ci sia piaciuta o meno. Potere della magia? Non lo so, fatto sta che non mi sento di consigliarlo a tutti. Purtroppo non sono riuscita a cogliere l'essenza di alcuni passaggi e solo grazie al confronto con una mia cara amica (Luciaaa sei tu!) alla fine l'ho apprezzato ma l'incantesimo non ci è stato. 

lunedì 4 giugno 2018

Novità in libreria - Giugno 2018

Buongiorno lettori!

Buon inizio di settimana! Giugno è ricchissimo di uscite e tante belle novità! Ho selezionato per voi i titoli più interessanti e di conseguenza la mia infinita lista si allunga sempre più...buona lettura!


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Titolo: La lettera d'amore

Autore: Lucinda Riley
Editore: Giunti
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 12 giugno 2018

Sinossi: Joanna, giovane reporter del Morning Mail, viene mandata dal suo giornale ai funerali del famoso attore Sir James Harris. All'improvviso, nella chiesa gremita, un'anziana signora vicino a lei è colta da un malore e Joanna non può far altro che offrirle il suo aiuto e accompagnarla a casa. Dopo qualche giorno Joanna riceve una strana busta: all'interno, una vecchia lettera d'amore e un biglietto dalla grafia tremolante in cui la donna chiede di vederla. Incuriosita, Joanna corre immediatamente alla sua porta, e scopre con grande sorpresa che l'anziana signora è morta qualche giorno prima. Il suo istinto le dice che non si è trattato di un banale incidente domestico e, quando il suo appartamento viene messo sottosopra, Joanna capisce che ha tra le mani una storia scottante. La sua unica via d'uscita è scoprire la verità sui misteriosi amanti della lettera. Chi erano? E perché è così importante che nessuno sappia di loro?


Titolo: L'estate del silenzio
Autore: Mikel Santiago
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 400
Prezzo: 18,60 euro

In libreria dal 14 giugno 2018

Una morte sospetta
Un segreto nascosto in piena vista
Una cittadina in cui tutti hanno un motivo per mentire…

Sinossi: Non ci sentiamo da anni, e mi chiami adesso? pensa Tom, leggendo sul display il nome di Bob Ardlan. Tom non vuole farsi rovinare la serata dall’ex suocero, perciò non risponde. Due giorni dopo, però, riceve una telefonata dall'ex moglie, in lacrime: Bob è morto cadendo dal balcone della sua villa, pochi minuti dopo aver cercato di parlare con Tom. Sconvolto, lui si precipita da Roma a Tremonte, il paesino sulla costiera amalfitana che negli anni è diventato un rifugio per artisti. Oltre a Bob, pittore di fama mondiale, hanno deciso di stabilirsi lì anche alcuni registi, musicisti e scrittori, tra cui Stelia Moon. Ed è proprio Stelia ad accogliere Tom e a negare con forza la versione ufficiale dell’accaduto: non è possibile che il suo amico si sia suicidato e, di sicuro, non si è trattato di un incidente. Secondo lei, Bob è stato assassinato. Ma da chi? E perché? Per Tom, una sola cosa è certa: in qualsiasi guaio si fosse cacciato, alla fine Bob si era rivolto a lui. Non può deluderlo una seconda volta. E l’unico modo per mettere a tacere il suo senso di colpa è scoprire la verità. Ben presto, tuttavia, Tom si renderà conto che tra le pieghe di quella raffinata comunità d’intellettuali si celano rancori, invidie e contrasti mai appianati. Tutti hanno qualcosa da nascondere. E uno di loro è disposto a uccidere pur di proteggere il suo segreto…



Titolo: Le voci delle betulle
Autore: Eloisa Donadelli
Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 300
Prezzo: 16,90 euro

In libreria dal 5 giugno 2018

Con voce poetica e autentica, Eloisa Donadelli ci regala un esordio che lascia il segno. Una storia di legami che restano scritti dentro, radici che trattengono segreti, dolori non cercati che ci conducono a ritrovare noi stessi in radure luminose.

Sinossi: Le betulle ci insegnano ad avere radici per restare e foglie per sognare. Bernadette Laudis vive da sempre con un peso inspiegabile sul cuore, un senso di vuoto che le fa mancare l'aria all'improvviso nonostante l'abbraccio caldo della famiglia, e che cerca di colmare con il suono del suo violoncello. Finché, un giorno, un oggetto stonato rinvenuto sul pavimento di casa rivela una verità affilata, che squarcia il velo di purezza di cui credeva ammantata la sua vita. E il dolore la getta in un crepaccio senza appigli, di quelli che si insidiano nei ghiacciai delle Alpi che fanno da contorno al paesino di Cimacase, dove lei da Milano si è trasferita per amore. Una notte, in cerca di ossigeno fresco, Bernadette si addentra nei boschi e scopre una radura protetta da un recinto di betulle. Lì, in una casa di sasso, vive Giosuè, un pastore solitario, un uomo anziano che si è fatto eremita per proteggere i ricordi. In paese lo chiamano «il re delle betulle»: dicono che i suoi consigli siano un balsamo per le ferite dell'anima; dicono che sappia leggerti dentro, ma che non tutti riescano a trovarlo. Parla poco, ma conosce la saggezza degli alberi e sa ascoltare. Anche la voce del silenzio. Grazie a quell'incontro, Bernadette inizierà a sciogliere i nodi del cuore. Grazie al bosco di betulle, troverà la chiave per spalancare una porta sul suo passato, sulla storia della sua famiglia e sul mistero delle sue origini. Liberandosi così da quell'antico peso sull'anima e ritrovando la strada di casa. Perché ci sono destini che solo gli alberi sono in grado di preservare.



Titolo: La figlia scomparsa
Autore: Jenny Quintana
Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: 17,60 euro

In libreria dal 14 giugno 2018

Sinossi: Sono passati trent’anni. Anna Flores si è costruita una vita lontano da casa. Lontano da quel polveroso paesino della campagna inglese dove ha giurato che non avrebbe mai più messo piede. Ma l’improvvisa morte della madre la costringe a tornare. A rivedere quei luoghi che la riportano al 1982, quando, in una fredda giornata d’autunno, sua sorella Gabriella è scomparsa senza lasciare traccia. Proprio lei che le ha sempre raccontato tutto e non se ne sarebbe mai andata senza prima salutarla. Da allora, la polizia ha seguito centinaia di piste senza scoprire la verità. E anche Anna ha cercato ovunque, si è posta innumerevoli domande, ha formulato le ipotesi più disparate. Tutto finito nel nulla. Nel silenzio complice dietro cui si trincerano gli abitanti del paese. Ma ora Anna ne ha abbastanza. Mentre riordina gli scatoloni della madre, trova un ritratto di Gabriella che sembra essere appartenuto all’allora vicino di casa, un uomo burbero e solitario. È il primo indizio dopo una vita passata a brancolare nel buio. Il primo a convincere Anna che deve riprendere la ricerca, forse cominciando proprio dalla proprietà di quel vicino che ha sempre avuto l’aria di una persona che nasconde qualcosa. Ha bisogno di trovare la risposta alle domande che ha ricacciato in fondo al cuore e che ora stanno riaffiorando a poco a poco. Di dissipare il mistero che avvolge la scomparsa della sorella. Ha paura, non può negarlo, ma lo deve a sé stessa, per poter andare avanti. E soprattutto lo deve a sua madre, che non ha potuto conoscere la verità, e a Gabriella, l’unica persona di cui si sia mai fidata.Con La figlia scomparsa Jenny Quintana si è fatta notare dagli editori di tutto il mondo, che alla fiera di Londra hanno fatto a gara per aggiudicarsi i diritti di pubblicazione. Un thriller che coinvolge il lettore fin dalle prime pagine e lo trascina al centro di un mistero pluridecennale dove niente è come sembra. Un esordio sorprendente che mette a nudo le debolezze umane e ci ricorda che non esiste legame più forte di quello tra due sorelle, impossibile da spezzare.



Titolo: Come una famiglia
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 432
Prezzo: 15.00 euro 

In libreria dal 14 giugno 2018


Sinossi: Un giovane calciatore promettente, l’euforia della vittoria, i complimenti dell’allenatore e di qualche spettatore importante. La famiglia Corbo si ritrova riunita in una serata che sembra quella dei tempi in cui tutto andava per il verso giusto. Il figlio Luca può avere una carriera da professionista, è stato notato da alcuni procuratori, ed è il momento di fare una scelta. Sono trascorsi alcuni anni dall’estate del caso Nora Beckford, quando Dario Corbo, ex giornalista, cinico malinconico, toscano al cento per cento, ha cercato di riscattare l’immagine di un’assassina che lui stesso aveva contribuito a creare. Ora Dario lavora per lei, alla Fondazione che cura l’opera del padre artista, e in molti hanno da ridire. Basta una telefonata a cambiare tutto, ancora una volta. Dario viene chiamato all’albergo dove il figlio alloggia con la squadra, due poliziotti stanno frugando nella sua stanza, Luca è pallido e silenzioso. La notte precedente una ragazza è arrivata al pronto soccorso accompagnata da un’amica, ha denunciato di essere stata portata sulla spiaggia, stuprata e picchiata da un ragazzo conosciuto in discoteca. Quel ragazzo si chiama Luca, e gioca a calcio. Giampaolo Simi ci riporta in Versilia e nel mondo de La ragazza sbagliata, e traccia un affresco ambizioso e avvincente, di raffinato realismo e lancinante tensione. La storia di una famiglia costretta a guardarsi dentro per comprendere fino a che punto ci si può spingere per proteggere le persone che amiamo, e scossa dal sospetto che in un figlio si possa nascondere una creatura feroce.



Titolo: Ogni coincidenza ha un'anima
Autore: Fabio Stassi
Editore: Sellerio Editore Palermo
Pagine: 228
Prezzo: 14,00 euro

In libreria dal 14 giugno 2018


Sinossi: «Mi chiamo Vince Corso. Ho quarantacinque anni, sono orfano e per campare prescrivo libri alla gente». Insegnante precario e lettore come pochi, si è inventato un nuovo lavoro, quello di biblioterapeuta; ha casa e ufficio in via Merulana, un monolocale con soppalco e angolo cottura più da studente fuorisede che da medico delle anime, dove accoglie le sue pazienti - sì, sono donne in prevalenza. Vince le ascolta e poi trova per loro il libro adatto, le pagine che possono lenire, la letteratura insomma come medicina dell’anima e, perché no?, anche del corpo. A rivolgersi al suo pronto soccorso letterario un giorno arriva Giovanna; il fratellastro Fabrizio, sinologo, collezionista di libri, esperto di lingue e di molto altro, ha smarrito il senno e ricoverato in una casa di riposo per malati di Alzheimer ripete ossessivamente poche e smozzicate frasi, sempre le stesse. La donna è convinta di un possibile miglioramento del fratello se solo potesse ritrovare il libro da cui quelle parole sono tratte: sembra proprio il terreno in cui Vince Corso si trova più a suo agio. Così accetta la sfida e visita la biblioteca del professore, ma si trova ben presto a indossare i panni dell’investigatore, a svelare l’enigma che si cela dietro quel labirinto di volumi, una autentica biblioteca di Babele.


Titolo: La fidanzata perfetta
Autore: Karen Hamilton
Autore: Mondadori
Pagine: 283
Prezzo: 19,00 euro

In libreria dal 19 giugno 2018

Sinossi: Una suspense eccezionale, un thriller straordinario dove i colpi di scena si susseguono con un ritmo martellante che trascina il lettore in un vortice di tensione e follia.

È sera e Juliette sta preparando un piatto speciale al curry per il suo fidanzato. Ma quando Nate rientra a casa e non ricambia il suo abbraccio, Juliette capisce subito che qualcosa non va. «Ho bisogno di spazio» esordisce e, mentre le comunica che la loro storia è finita, Juliette deve aggrapparsi al piano della cucina per non cadere. Non può essere vero, lei e Nate sono fatti per stare insieme, avevano parlato di sposarsi, di formare una famiglia. Ma la vertigine dura solo una manciata di secondi, perché, nonostante Nate abbia deciso, Juliette non ha alcuna intenzione di arrendersi. E sette mesi dopo, non pensa ad altro che a riportarlo nella sua vita. Con ogni mezzo: spia la sua pagina Facebook, ruba la password della mail e legge la sua corrispondenza. Spesso lo segue. Finché non arriva a introdursi di nascosto in casa sua e qui, come fossero ancora una coppia, mette in ordine la sua uniforme da pilota, si sdraia sul letto, lascia nel frigorifero i suoi dolci preferiti. Un'escalation drammatica di gesti ossessivi destinata a sfociare in un piano diabolico e pericoloso: farsi assumere come hostess nella stessa compagnia aerea di Nate... «Attieniti al piano. Attieniti al piano. Se non ti prepari, ti prepari a fallire»: è questo il mantra che Juliette ripete tra sé mentre Nate sta per cadere in trappola come una falena vicina alla luce. Ma chi è veramente Nate? E quali ombre stanno riaffiorando nella mente di Juliette?



Titolo: La moglie tra di noi
Autore: Sarah Pekkanen, Greer Hendricks
Editore: Piemme
Pagine: 396
Prezzo: 19,90 euro

In libreria dal 26 giugno 2018

Sinossi: Quando leggerai questo romanzo, farai molte supposizioni. Supporrai che sia la storia di una ex moglie gelosa, ossessionata dalla donna che l'ha rimpiazzata nel cuore del suo ex marito. Oppure penserai che sia quella della ragazza che sta per sposare l'uomo dei suoi sogni, ancora piena di tutte le speranze di una giovane sposa. O ancora ti chiederai se non sia, in fondo, la storia di un triangolo in cui è difficile capire di chi fidarsi. Ti dirai che è una storia d'amore e odio, di seduzione e paura, di tradimento e giochi di potere. Supporrai di aver capito tutto di Vanessa ed Emma e dell'uomo che amano, le motivazioni dietro le loro azioni, l'anatomia delle relazioni che legano l'uno alle altre. Supporrai di sapere chi sono e che cosa muove, davvero, i loro cuori. Ma ti sbaglierai. Perché questo romanzo è proprio come la realtà. E nella realtà non c'è niente di vero. Nessuna relazione è senza ombra. Nessun amore è senza segreti. Ci sono solo gli sprazzi di verità dietro le bugie. O le piccole bugie che, insieme, fanno una verità. E la verità è l'unico modo per voltare pagina. Il romanzo dell'anno è un thriller psicologico dalle mille facce, che vi terrà inchiodati ai suoi colpi di scena, catapultandovi dentro una storia che illumina ogni lato dell'amore, anche quelli che nascondiamo perfino a noi stessi.




Titolo: La grammatica del cuore

Autore: Mary Simses
Editore: Mondadori
Pagine: 321
Prezzo: 20,00 euro

In libreria dal 26 giugno 2018

Sinossi: Rimasta senza fidanzato, senza una casa dove stare e senza lavoro, Grace Hammond decide di lasciarsi tutto alle spalle e ritorna nella sua piccola città di origine nel Connecticut dove vivono i suoi genitori. Ma quella che doveva essere una breve visita alla sua famiglia diventa invece una permanenza più lunga. Bravissima nel dispensare consigli e organizzare la vita degli altri, Grace non è in grado di definire delle regole per evitare di sbagliare di continuo. Solo facendo i conti con il suo passato e con la tragica scomparsa di sua sorella avvenuta molti anni prima, Grace riesce finalmente a ridare un senso alla sua vita: incontra dopo tanto tempo Peter, un ragazzo conosciuto al liceo, ora famoso regista di Hollywood che ricomincia a frequentare e soprattutto Mitch, il proprietario del locale negozio di biciclette e deve decidere cosa davvero desidera per sé e dove la porta il cuore.


Titolo: Come oro nelle crepe
Autore: Gioia Di Biagio
Editore: Mondadori
Pagine: 248
Prezzo: 16,50 euro

In libreria dal 19 giugno 2018

Sinossi: “Ho scoperto l’arte giapponese del kintsugi quando ho dovuto riparare una statuina di porcellana preziosa andata in frantumi. Ho pensato che sarebbe stato bello poter fare lo stesso con le persone e ho deciso di usare quell’arte antica per rimettere insieme anche i pezzi della mia vita, per guardarli uno a uno e incollarli amorevolmente.

Avevo passato tanto tempo a far credere agli altri che tutto andasse sempre bene, nella speranza di non essere considerata diversa o guardata con compassione. A nascondere la mia storia raccontando altre storie.

Qualcosa è successo, poi, che mi ha fatto accettare le difficoltà e mi ha portata a trarre un insegnamento anche dalle esperienze più dolorose. Cadi, ti rialzi. Non sempre ci sono riuscita ma ci ho sempre provato.

Ho imparato a valorizzare le mie ferite, a mostrarle, perché sono proprio loro a rendermi una persona unica e preziosa. Come in un rituale antico, ho riempito con l’oro le cicatrici della mia vita e ho scritto sul mio corpo la mia storia.”

In questo piccolo libro sapienziale, Gioia Di Biagio, affetta da una sindrome rara che rende anche la sua pelle estremamente fragile, insegna come non arrendersi ai limiti del proprio corpo, trasformando la fragilità in bellezza e le cicatrici in rifiniture dorate, come nella tecnica del kintsugi.

Il suo è un esempio di resilienza, un insegnamento per tutti: è davvero possibile abbracciare il proprio dolore e trasformarlo in una forma d’arte quotidiana. Perché nessuno sa essere forte come una persona fragile.