venerdì 24 marzo 2017

Oggi vi parlo di..."Fore Morra" di Diego Di Dio

Ritorna la mia rubrica "Oggi vi parlo di..." con il romanzo Fore morra di Diego Di Dio. Il mio consiglio libroso oggi è rivolto ai miei amici lettori amanti dei thriller. Una storia spietata ambientata tra i quartieri della mia città, Napoli e i suoi mille volti. 

Senza sosta e senza redenzione. Gente comune unita dal filo rosso del destino, un’umanità esasperata, giochi di ruolo tra vittime e carnefici. Diego Di Dio si diletta con la psicologia dei suoi personaggi costruendo una storia che sconvolge e al tempo stesso commuove.




“Diego Di Dio ha talento. Scrive frasi taglienti come proiettili sparati ad altezza uomo. Il ritmo è cinematografico. Narra storie di vendetta e di denuncia sociale.”
Barbara Baraldi


“Realistico e tormentato come Gomorra, esagerato e violento come Kill Bill.” (Cristiana Astori)

In tutte le libreria a partire dal 2 febbraio 2017


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Titolo: Fore morra


Autore: Diego Di Dio

Editore: Fanucci (Timecrime)
Pagine: 320
Prezzo: 4,99 euro e-book, 12,90 euro cartaceo
Link di acquisto: Amazon


Sinossi: Alisa e Buba sono due sicari. Entrambi sono professionali, spietati, ben noti nell’ambiente. Lavorano insieme, ma non potrebbero essere più diversi. Buba è un uomo possente, maniacale, una perfetta macchina di morte dal passato ambiguo e oscuro. Alisa è una sopravvissuta. Si porta dietro il fardello di un’infanzia trascorsa tra violenze e angherie, tra abusi e povertà: è cresciuta ai margini di una società feroce e impietosa. Quando viene commissionato loro l’omicidio di un piccolo camorrista, scoprono che si tratta di una trappola architettata da un uomo potente e determinato, chiamato “il boss”, e di cui si sa una cosa sola: il suo obiettivo è catturare Alisa, catturarla viva. Andando a ritroso nella memoria, esplorando i tormenti e le violenze subite nella sua vita, Alisa dovrà capire chi si nasconde dietro la grande macchinazione congegnata ai suoi danni. Lei e Buba dovranno addentrarsi tra i quartieri di Napoli e negli antri bui della mente umana, per scoprire quanto profondo e devastante possa essere l’odio di un uomo tradito. 
Fore morra: fuori dalla camorra. Come proiettili impazziti, con tutti e con nessuno.








Diego Di Dio è nato nel 1985. Si è laureato in giurisprudenza, con il massimo dei voti, con la tesi Il mercato dell’editoria: analisi del suo funzionamento e prospettive future. Ha seguito, a Roma, il corso Oblique per redattori editoriali. Come scrittore ha pubblicato per Mondadori, Delos Digital, Nero Press, Milano Nera. Nel tempo si è aggiudicato i seguenti premi: premio Mario Casacci (Orme Gialle) 2011 con il racconto La signora, premio Writers Magazine Italia 2013 con il racconto C’è ancora tempo, Nero Premio 2013 con il racconto Il Coltellaio, menzione d’onore al Gran Giallo di Cattolica 2014 con il racconto Il canto dei gabbiani e premio Writers Magazine Italia 2016 con il racconto Il trampolino. Ha ideato e curato, per la Homo Scrivens, l’antologiaMatrix Anthology e, per la Watson Edizioni, il volume I racconti di Hannibal Lecter. Dopo varie esperienze come scrittore, correttore di bozze, editor e redattore ha deciso di fondare un portale per offrire servizi editoriali a scrittori, case editrici e agenzie letterarie. A febbraio 2017 pubblica con la Fanucci, collana Timecrime, Fore morra, il suo primo romanzo.





giovedì 16 marzo 2017

Recensione - "La scelta decisiva" di Charlotte Link



La scelta decisiva

Titolo: La scelta decisiva

Autore: Charlotte Link
Editore: Corbaccio
Pagine: 432
Prezzo: 18,60 euro

Sinossi: Simon sognava di trascorrere le vacanze di Natale con i figlie e la sua compagna in un tranquillo paesino nel sud della Francia. Ma a quanto pare il sogno è destinato a non realizzarsi: i figli gli comunicano che hanno tutt’altri progetti, e la compagna lo abbandona all’ultimo momento. Ciononostante Simon decide di partire da solo, finché, lungo la strada, incontra una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon le dà un passaggio e d’impulso le offre di ospitarla nella casa che ha affittato. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo e in un mondo le cui tracce, macchiate di sangue, conducono fino in Bulgaria e a una ragazza di nome Selina che cercava una vita migliore ma che ha trovato l’inferno. Selina riesce a sfuggire ai suoi aguzzini ma la sua vicenda si intreccerà in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza...


Charlotte Link è una delle mie autrici preferite, con lei non si rimane mai delusi, anzi è una garanzia!  La sua bravura sta nell'elaborare storie intrigate e coinvolgenti con personaggi ben delineati e la giusta suspance che non manca mai... insomma un mix di ingredienti ben dosati per passare qualche oretta in ottima compagnia!
"La scelta decisiva" è un thriller psicologico ricco di personaggi che animano una trama all'apparenza ingarbugliata, tanto che all'inizio ho avuto un po' di difficoltà ad orientarmi, ma fortunatamente difficoltà superata man mano che procedevo nella lettura e le varie situazioni prendevano forma. 

Selina è la prima persona che conosciamo, si trova a Goussainville (Francia) ed è in fuga da una casa dove la maltrattano e la tengono prigioniera. Con l'aiuto di un amico riesce a liberarsi dai suoi protettori per raggiungere la sua famiglia in Bulgaria. Questo breve e conciso episodio ci introduce inconsapevolmente nel fulcro della storia, anche se per un po' l'autrice fa perdere le tracce di Selina tanto che procedendo nella lettura mi domandavo che fine avesse fatto o meglio quale poteva mai essere il filo conduttore che la vedeva coinvolta. Da Goussainville la narrazione si sposta in un altro luogo, precisamente a Parigi, poi successivamente nel sud della Francia per saltare infine in Bulgaria, possiamo solo immaginare i tanti personaggi e l'intreccio di storie. 
Uno dei personaggi che invece ritroviamo spesso è Simon, un traduttore free-lance tedesco che si rifugia nella casa di vacanza del padre a La Cadière lungo la costa francese per trascorrere un periodo di ferie. Reduce da una relazione sentimentale non delle migliori e caratterialmente incapace di gestire molti aspetti della sua vita per  uno strano scherzo del destino mentre passeggia sulla spiaggia si imbatte in una ragazza che litiga con due uomini. La ragazza in questione si chiama Nathalie e cambierà per sempre il destino del malcapitato Simon. 
Ed ecco che entra in scena Nathalie, una ragazza dall'infanzia tormentata e con una situazione familiare alle spalle disastrosa.  Il padre abbandona lei e la mamma per rifarsi una nuova vita con la compagna, e la madre invece, sfoga la sua delusione attaccata a una bottiglia. L'alcolismo è la causa principale che costringe Nathalie a farsi affidare alle cure amorevoli di Eliane. Ma l'amore e le attenzioni di Eliane non bastano ad allontanare Nathalie dalle grinfie di un ragazzo all'apparenza innamorato ma in realtà egocentrico e attratto dalla bella vita intesa come status sociale. Il bello e affascinante Gerome Deville con il suo egocentrismo si trascinerà sull'orlo di un precipizio buio, profondo e oscuro. Per tutta la lettura mi sono chiesta ma chi è veramente Gerome Deville? Qual'è il suo ruolo all'interno di questa storia e in che modo coinvolge Nathalie implorandola di fuggire, di non rivolgersi alla polizia e nascondersi da "loro"? Il povero Simon si troverà invischiato in una situazione paradossale e tante saranno le vittime innocenti che hanno la sola colpa di avere incrociato le vite dei protagonisti. 

Interessante anche la vicenda che si snoda sul versante bulgaro, nei quartieri fatiscenti della capitale, dove la povertà è tanta da far perdere il lume della ragione offuscando la mente di genitori che farebbero di tutto per migliorare il futuro dei propri figli. Ed è proprio in questa rete che cade Naika giovane ragazza venduta involontariamente dai suoi come schiava del sesso. 
Le diverse situazioni sono descritte dall'autrice con particolare accuratezza, le informazioni ci vengono fornite col contagocce, appena il necessario per andare avanti, mai una notizia di troppo. Uno stile linguistico perfetto, scorrevole, incalzante e senza sbavature. Geniale l'idea di alternare capitoli narrati in terza persona ad altri dove a raccontare è Nathalie. Quest'ultima si confida al lettore in prima persona, offrendo un punto di vista davvero singolare!
Un fine e intricato intreccio narrativo sposta di continuo il focus di attenzione del lettore stimolando la sua curiosità sia nella vicenda francese quanto in quella bulgara. Entrambe le storie si dipanano parallelamente, sembrano che corrano su due binari destinati a non incrociarsi mai, invece la mente astuta della Link ci sorprenderà. 
Un avvincente, inquietante e sorprendente thriller psicologico dove si respira tensione e si vivono situazioni tragiche, dove la morte è presente ma non da fastidio, dove ci troviamo a scommettere prima su l'uno poi sull'altro personaggio ma nessuna delle nostre congetture sarà quella giusta. Solo nelle ultime pagine l'intera matassa verrà sbrogliata lasciando al lettore la sensazione di essere arrivato finalmente alla fine di un lungo e misterioso viaggio nella psiche umana. Assolutamente da leggere!!!

lunedì 13 marzo 2017

Una serata in libreria #6

Buon pomeriggio lettori, 

un altro mese è passato e il mio consueto incontro con il gruppo di lettura Cuore di Libro si rinnova! 
Marzo è il mese del mio compleanno quindi le nostre chiacchiere librose sono state condite da ottimi biscottini per festeggiare, non vi nascondo l'entusiasmo e la gioia di condividere questi momenti. Stiamo diventando un gruppo davvero affiatato complici i nostri amati libri e le meravigliose storie che ci regalano emozioni uniche e argomenti per chiacchierare, chiacchierare e chiacchierare...
Curiosi di conoscere il libro fortunato? Questa volta l'ho consigliato io, dopo aver letto nella blogsfera tante belle recensioni che mi hanno incuriosito molto!



«Ero l'Arminuta, la ritornata. Parlavo un'altra lingua e non sapevo piú a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza».
– Ma la tua mamma qual è? – mi ha domandato scoraggiata. – Ne ho due. Una è tua madre.



Risultati immagini per l'arminuta libro immagineTitolo: L'arminuta
Autore: Donatella Di Pietrantonio
Autore: Einaudi
Pagine: 162
Prezzo: 17,50 euro

Sinossi: Ci sono romanzi che toccano corde cosí profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L'Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell'altra, suona a una porta sconosciuta. Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia cosí questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all'altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche piú care, l'affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l'Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c'è Adriana, che condivide il letto con lei. E c'è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L'accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell'Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.



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Donatella Di Pietrantonio è nata e ha trascorso l’infanzia ad Arsita, un paesino della provincia di Teramo, e vive a Penne. Scrive dall’età di nove anni racconti, fiabe, poesie e un romanzo, questo. Nella vita fa la dentista per bambini.
Il suo primo romanzo è Mia madre è un fiume (Elliot, 2011). Con Bella mia (Elliot, 2014) ha partecipato al Premio Strega. Nel 2017 pubblica con Einaudi L'Arminuta.



Avete mai letto qualcosa di quest'autrice? 
Se avete letto le sue opere precedenti scrivetemi nei commenti il vostro pensiero, magari le inserisco nella mia infinita lista librosa!!! Un bacio a tutti voi e buona lettura sempre!

sabato 4 marzo 2017

Novità in libreria - Marzo 2017

Buon sabato lettori incantati,
quale libro vi fa compagnia nel primo weekend di marzo? Io ho quasi finito "La scelta decisiva" un thriller con i fiocchi, ma di questo ve ne parlerò con calma nei prossimi giorni...stay tuned!!!
Il post di oggi è invece dedicato alle novità che ci aspettano in libreria, ho selezionato per voi i titoli più interessanti (almeno per me) e spero possano incuriosirvi! Buona lettura!



Libro Vita di Nullo Diego Marani

Titolo: Vita da Nullo

Autore: Diego Marani
Editore: La nave di Teseo
Collana: Oceani
Pagine: 128
Prezzo: 15,00 euro

Sinossi:  Il palcoscenico è un bar che ha la sacralità di una chiesa e un sacerdote indiscusso, Nullo, che regna su un popolo di rivoluzionari, come Belaghega l’inventore di parole, Patecia il collezionista di tristezze e Scandul, barrelliere per mestiere e pescatore per vocazione. Da quando Nullo è sparito nessuno più sorride al bar, perché lui era l’anima dell’intero paese. Sovrappeso e sognatore fin da bambino, vittima sacrificale dei coetanei eppure insostituibile animatore di ogni serata, Nullo è uno di quei lucidi folli che fioriscono nella provincia italiana. Ha idee strampalate, geniali, è lo zimbello del gruppo ma riempie la vita di tutti. È vittima e carnefice dei larghi vuoti della pianura padana. Ora Nullo ha finalmente l’occasione della vita per uscire dalla provincia e conquistare la platea del mondo. Lascerà la sua opera incompiuta?



Libro L' ottico di Lampedusa Kirby Emma-JaneTitolo: L'ottico di Lampedusa
Autore: Emm-Jane Kirby
Editore: Salani
Pagine: 208
Prezzo: 14,90 euro

Sinossi: Carmine di mestiere fa l’ottico, ha cinquant’anni e vive sull’isola di Lampedusa. Ha scelto di vivere nella meravigliosa isola incastonata nel Mediterraneo per la sua pace, per il mare bellissimo, blu cobalto, in cui nuotano i delfini. Carmine potrebbe essere ognuno di noi: ha la sua vita, si preoccupa del futuro dei figli ormai grandi, si tiene in forma facendo jogging, ha un’attività ormai avviata, degli amici, insomma una vita tranquilla e solida nella calma di questa terra tra la Sicilia e l’Africa. Sì, certo, anche qui qualcosa è cambiato, i turisti, i resti dei barconi abbandonati, i sacchetti di plastica che svolazzano, quei gruppetti di africani che vede camminare stancamente sulle strade dell’isola, autobus che ormai quasi ogni giorno escono dal porto stipati di migranti appena sbarcati, e poi tv e giornali traboccano di notizie di annegamenti e naufragi. Meglio non pensarci. Ma quel 3 ottobre del 2013 Carmine esce in barca con i suoi amici, a pescare e godersi il mare d’autunno, e all’improvviso si ritrova calato in quella realtà sino ad allora così lontana. In otto, con un solo salvagente recuperano quarantasette naufraghi, e la loro vita e quella dei salvati non sarà mai più la stessa. Tutti gli altri sono morti. Questo romanzo non è solo il racconto intenso e indimenticabile del risveglio di una coscienza, ma anche una testimonianza toccante che riesce a evitare la retorica e l’invettiva riportando il problema dei migranti, senza banalizzarlo, alle sue dimensioni umanitarie, e che chiarisce la situazione di una crisi tuttora in corso, culminata in una del­le più imponenti migrazioni di massa della storia dell’umanità.


Libro La promessa dell'oceano Françoise BourdinTitolo: La promessa dell'oceano
Autore: Francoise Bourdin
Editore: Baldini & Castoldi
Collana: Romanzi e racconti
Pagine: 277
Prezzo: 16,00 euro

Sinossi: Erwan Landrieux, imprenditore ittico con una flottiglia di pescherecci a Erquy, nella baia di Saint-Brieuc, viene colpito da un ictus che lo costringe a lasciare la gestione dell’attività in mano a Mahé, la bella figlia trentenne, accolta con rispetto dai pescatori perché ha il mare nel sangue. Fin da bambina vi ha trascorso stagioni intere, imparando a riparare le reti e a condurre le barche con sicurezza. Ma l’oceano da lei tanto amato l’ha privata del suo amore, Yvon, caduto da un peschereccio del padre, e sparito nelle acque insieme a un segreto che le aveva tenuto nascosto. Ora Mahé trova conforto solo nel lavoro, i pescherecci e l’affetto dei marinai. Le sono accanto l’amica Armelle e l’amore non ricambiato di Jean-Marie. È inutile, certe ferite sono difficili a guarire.


Libro Slumberland Paul BeattyTitolo: Slumberland
Autore. Paul Beatty
Editore: Fazi
Collana: La Strade
pagine: 320
Prezzo: 18,50 euro

Sinossi:Dal vincitore del Man Booker Prize 2016, torna in una nuova edizione Slumberland. Ambientato a Berlino nel 1989, è la storia Dj Darky, un nero di Los Angeles che sogna di ritrovare Charles Stone, mitico musicista dell’avanguardia jazz, e fargli suonare il suo perfetto pezzo beat.

Un romanzo osannato dalla critica in cui Paul Beatty, con tono provocatorio e humour raffinato, riflette sulla questione razziale, sulle relazioni uomo-donna e su tanta musica, costruendo un graffiante ritratto delle contraddizioni di quegli anni.


Ebook amore addosso Rattaro, SaraTitolo: L'amore addosso
Autore. Sara Rattaro
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 252

Sinossi:Una giovane donna attende con ansia fuori da una stanza d'ospedale. È stata lei ad accompagnare lì d'urgenza l'uomo che ora è ricoverato in gravi condizioni. È stata lei a soccorrerlo in spiaggia, mentre passava per caso, dice. Non dice - non può farlo - che invece erano insieme, che sono amanti. Lo stesso giorno, in un'altra ala dell'ospedale, una donna è in attesa di notizie sul marito, vittima di un incidente d'auto. Non era con lui al momento dell'impatto; non era rintracciabile mentre la famiglia, da ore, cercava di mettersi in contatto con lei. E adesso, quando la informano che in macchina con il marito c'era una sconosciuta, non sembra affatto stupita. La prima donna è Giulia. La seconda è ancora Giulia. E il destino, con la sua ironia, ha scelto proprio quel giorno per fare entrare in collisione le due metà della sua vita: da una parte, quella in cui è, o sembra, una moglie fortunata e una figlia devota; dall'altra, quella in cui vive di nascosto una passione assoluta e sfugge al perbenismo di sua madre - alle ipocrisie, ai non detti, a una verità inconfessabile. Una verità che perseguita Giulia come una spina sotto pelle; un segreto che fa di lei quell'essere così tormentato e unico, luminoso e buio; un vuoto d'amore che si porta addosso come una presenza ingombrante, un caos che può soltanto esplodere. Perché l'amore è una voce che non puoi zittire e una forza che non puoi arrestare. L'unica spinta che può riportarti a ciò che sei veramente.


Libro L' evidenza delle cose non viste Antonio MondaTitolo: L'evidenzia delle cose non viste
Autore: Antonio Monda
Editore: Mondadori
Pagine. 156
Prezzo: 18,00 euro

Sinossi: Un romanzo sorprendente che, muovendo dalla complessità dello sguardo della protagonista, indaga i sentimenti e racconta in modo intimo e profondo una meravigliosa e struggente storia d'amore.

È il 1986. A New York il benessere non è più un sogno ma una realtà alla portata di tutti, e Audrey è appena arrivata in città dall'Olanda, dopo un breve periodo passato a Chicago. È giovane, affascinante, e ha la distinta sensazione di trovarsi nel cuore del mondo. L'eccitazione dell'arrivo a Manhattan diventa incontenibile quando Audrey trova lavoro presso lo studio legale Barron: Warren, il titolare, è il più importante avvocato di New York, e tra i suoi clienti ci sono i finanzieri, i politici e le star più in vista d'America e di ogni parte del mondo. È un uomo di grande successo, rispettato, invidiato, per la vita professionale e per la solidità del rapporto con la moglie Beth, elegante e bellissima: un matrimonio talmente saldo da essere definito, da tutti, "la casa sulla roccia". Eppure tra Audrey e Warren qualcosa succede. Finché un giorno Warren invita Audrey a seguirlo a Las Vegas, per chiudere un affare e assistere al match di pugilato tra il campione in carica e Mike Tyson, un giovane pugile tanto brutale da sembrare imbattibile. Dopo l'incontro, passano la loro prima notte insieme. Una notte che segna l'inizio di una relazione clandestina, tanto impossibile quanto irrinunciabile. Con L'evidenza delle cose non viste Antonio Monda aggiunge un tassello al suo grande progetto di raccontare New York in dieci romanzi, assumendo l'inattesa prospettiva di una donna innamorata, costretta a vivere, nell'invisibilità e in solitudine, una passione più forte della vita. Il risultato è un romanzo sorprendente che, muovendo dalla complessità dello sguardo della protagonista, indaga i sentimenti e racconta in modo intimo e profondo una meravigliosa e struggente storia d'amore.


Risultati immagini per Se mi tornassi questa sera accanto libro immagineTitolo: Se mi tornassi questa sera accanto
Autore: Carmen Pellegrino
Editore: Giunti Editore
Pagine: 240
Prezzo: 16,00 euro

Sinossi: ''Se mi tornassi questa sera accanto'', memorabile incipit della poesia ''A mio padre'' di Alfonso Gatto, è il romanzo di Carmen Pellegrino sulla distanza, a volte abissale, che può esserci tra gli essere umani, specie se si sono amati.

Giosuè Pindari è un uomo antico, legato alla terra, alla famiglia e a un ideale politico, ma la moglie, dopo anni in cui il male di vivere non le ha concesso che brevi tregue, è ormai preda di un irreversibile declino; il socialismo, in cui ha creduto con una tenacia e una dedizione tipicamente "appenniniche", è stato trascinato nel fango dalla corruzione; l'amatissima figlia Lulù se ne è andata e non dà più notizie di sé. Contro la degenerazione di corpo e mente si può fare poco, contro la fine di un'utopia si può fare ancor meno, mentre a una figlia che è viva e lontana - provata dalle inevitabili incomprensioni generazionali ma legata da una sensibilità ancestrale e profonda, una vera e propria educazione dell'anima - si può comunque scrivere. Si può tentare di compiere un passo lungo la via di una riconciliazione, che è prima di tutto una riconciliazione con se stessi. Così Giosuè Pindari scrive a Lulù, le scrive lettere che infila in bottiglie e poi le affida alla corrente del fiume. Il fiume è acqua che appartiene alla terra, il fiumeterra contiene entrambi gli elementi; è acqua che tutto conserva: passato, presente e quindi futuro. Arriveranno mai? Non è importante saperlo. In fondo, il fiumeterra con le sue piene improvvise sa come arrivare a destinazione... Sulle sponde di un altro fiume c'è Lulù, che ha conosciuto Andreone, l'uomo 'leggero' che aspetta, anche lui esattamente come Giosuè, insieme alla piena il ritorno di una donna che è andata via. È proprio l'incontro con quest'uomo bislacco - l'altro, così necessario al riconoscimento di sé - a rivelarsi benefico. Da quelle sponde del fiume lontano è come se Lulù rispondesse alle lettere paterne seguendo la corrente, e su un registro magico, dentro un'aura d'incantamento.








martedì 28 febbraio 2017

Incontri d'autore - "Magari domani resto" di lorenzo Marone

Ben ritrovati miei cari lettori!

Come vi anticipavo nei post precedenti lunedì scorso sono stata alla presentazione del nuovo romanzo di Lorenzo Marone, "Magari domani resto", edito da Feltrinelli, pag. 314. Grazie a Stefano e Angela, i miei librai di fiducia per l'organizzazione ma soprattutto per l'immensa disponibilità e cortesia. 

"Magari domani resto" è il terzo romanzo che leggo di Lorenzo Marone, scrittore partenopeo che deve il suo successo alla sua abile capacità di trasportare sulla carta stampata le emozioni più vere, come si direbbe a Napoli "veraci". Grazie al burbero Cesare, protagonista de "La tentazione di essere felici", Marone si è fatto conoscere da un pubblico più vasto. Un successo confermato l'anno dopo con "La tristezza ha il sonno leggero" e riconfermato con "Magari domani resto", in poche parole Marone è entrato a pieno diritto nella mia lista di autori preferiti.
Ma ora torniamo a noi e alla serata di lunedì 20 febbraio, giornata trascorsa a guardare ininterrottamente l'orologio in attesa delle 19:00 e finalmente dopo un'accurata organizzazione a chi lasciare i bimbi e aver convinto il marito ad accompagnarmi con qualche minuto di ritardo arrivo a destinazione. Fortuna vuole che anche Lorenzo faccia un po' di ritardo così ci ritroviamo a varcare insieme la soglia della libreria! Di corsa raggiungo il mio posto e la presentazione ha inizio...


Vi anticipo da subito che ho trovato quest'ultimo romanzo molto più bello dei precedenti. Dopo Cesare ed Erri, Marone ha abilmente costruito una trama con protagonista femminile. 
Luce Di Notte, nome bizzarro o meglio, come definito da lei nel romanzo - 'na figura e merd! - è una ragazza di trentacinque anni, nata e cresciuta ai Quartieri Spagnoli, una laurea in giurisprudenza, un carattere combattivo, anche se un po' da maschiaccio, un amore alle spalle e un futuro pieno di speranza. Dopo aver passato i primi anni a correre da un tribunale all'altro arriva nello studio dell'avvocato Geronimo, un uomo senza scrupoli che le affida una causa di separazione riguardante l'affido di un minore. Luce è costretta ad accettare l'incarico inconsapevole che la donna che dovrà pedinare è la compagna di un camorrista. Carmen e suo figlio Kevìn col tempo diventeranno parte integrante della vita di Luce. La nostra giovane avvocato si affezionerà al bambino tanto che la sua presenza farà riaffiorare in lei lontani ricordi. Conosciamo la protagonista attraverso continui rimandi al passato che emergono un poco per volta nella vita di tutti i giorni. Fondamentale la presenza costante del vicino di casa, Don Vittò, con il quale pranza e scambia qualche confidenza in compagnia del cane, Alleria, e della rondine, Primavera. La figura di Don Vittò è per Luce un porto sicuro, dove gettare l'ancora, staccare la spina e lasciarsi andare. 
Una serie di avvenimenti inducono Luce a meditare sul posto in cui vive invitandola a riflettere e porsi una sola domanda - andare o restare? Ecco è appunto questo il nocciolo della storia, migliorare il nostro pezzettino di mondo o andare alla ricerca di un mondo migliore? Come dice Don Vittorio nel romanzo - bisogna cambiare d'animo non di cielo! - ed è proprio vero!

In "Magari domani resto" Lorenzo ha dato ampio spazio alle figure femminili. La mamma di Luce, la nonna Giuseppina e l'amica dai modi cafoni, Carmen, ognuno ha il proprio ruolo. La mamma e le sue mille difficoltà nel relazionarsi con le emozioni, la nonna sempre con la parole pronta e le braccia aperte e infine Carmen e la sua napoletanità.
Questa volta la Napoli che vuole raccontarci Marone non è la Napoli "buona", ma bensì la Napoli popolare, i Quartieri Spagnoli, un dedalo di vicoli dove la luce del sole filtra a fatica, la puzza di fritto la domenica mattina invade le viuzze e il dialetto prende il sopravvento. 
La criminalità, altro aspetto da non trascurare di questa città, occupa nel romanzo un ruolo volutamente marginale. Una scelta dettata dalla consapevolezza che non possiamo bendarci gli occhi e far finta di non vedere, purtroppo c'è e la sua presenza anche se solo accennata ha contribuito a rendere la storia ancora più veritiera.
Più andavo avanti nella lettura e più ho avuto l'impressione che questa volta l'autore si sia lasciato andare. Reduce dai precedenti successi Lorenzo non ha avuto timore di osare, far conoscere la sua Napoli anche con qualche parola in dialetto napoletano che ha arricchito la lettura rendendola molto piacevole. Scelta pienamente condivisa! 
La sua ironia solo parzialmente accennata nei romanzi precedenti, in "Magari domani resto" è un elemento predominante.  Inoltre mille sono state le frasi sottolineate, lette e rilette, altra caratteristica dell'autore. In poche parole Lorenzo Marone è una garanzia, se non avete ancora letto nulla di suo, dovete correre assolutamente ai ripari!!!

Una serata meravigliosa che custodisco gelosamente nel mio cuore...ops, stavo per dimenticarmi di dirvi che Lorenzo sta lavorando ad un nuovo romanzo!!! Non mi resta che mettermi l'animo in pace e attendere il nuovo anno per scoprire cosa sarà capace di inventarsi, e si, perché un'altra delle capacità di Marone è quella di reinventarsi, le sue storie non sono mai ripetitive o banali, al contrario lasciano un segno indelebile e ...tante emozioni!





lunedì 20 febbraio 2017

Recensione - "Perdutamente" di Flavio Pagano

Buon pomeriggio lettori incantati,

ultimamente sto leggendo tutti romanzi ambientati nella mia Napoli, da "PalazzoKimbo" a "La tristezza ha il sonno leggero" sono passata a "Perdutamente" di Flavio Pagano. Questo per dirvi che mi fa piacere leggere storie immaginate ai piedi del Vesuvio in una Napoli dai mille colori e dai mille personaggi perché in fondo ogni napoletano è attore della propria vita! 
Vi lascio il mio pensiero su Perdutamente e questa volta non c'è niente di inventato ma è una storia vera quindi esprimere il mio punto di vista sarà difficile, ma ci proverò!


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Perdutamente - Flavio Pagano - Giunti Editore - pag. 238 - prezzo 12,00 euro


Sinossi: "Perdutamente" è un romanzo basato su una storia vera, che si svolge in una Napoli convulsa, sbandata. È la storia di una famiglia ­ tanto allargata quanto scombinata, i cui membri sono distribuiti in tre generazioni dai sei agli ottant'anni ­ che si trova ad affrontare un'emergenza comune della vita di oggi: assistere l'anziana madre e nonna che si sta ammalando di Alzheimer. Tutto comincia con un misterioso viaggio che la donna ha cercato di intraprendere. Viene recuperata alla stazione, in stato confusionale, e nessuno riesce a capire dove volesse andare, o da chi. È un piccolo mistero, sul quale si favoleggia: vecchi amanti, luoghi sacri del passato... La malattia si aggrava, la convivenza con la donna si fa ingestibile, ma i suoi familiari vogliono scoprire la destinazione di quel viaggio segreto, e così decidono di resistere. L'anziana donna, che dentro la sua mente è tornata bambina ai tempi del fascismo, diventa assoluta protagonista. Ed è l'occasione per un confronto struggente, dai risvolti esilaranti, che penetra nei lati più riposti del rapporto tra genitori e figli, mentre i ruoli si rovesciano. Ma i figli di oggi sono davvero capaci di essere genitori o sono "figli per sempre"? Tra latitanza e inefficienza dello Stato, mentre si consuma una delirante battaglia burocratica per ottenere la pensione d'invalidità, la famiglia riscopre il proprio senso. Finché spunta fuori la lettera che la donna aveva scritto prima di tentare invano di partire.

Parlare di storie vere fa paura, perché dietro c'è la vita reale di chi in prima persona ha vissuto tutto ciò e in questo caso continua a viverlo. Poi quando si parla di malattia il discorso cambia radicalmente. Provo a parlarvi di questo romanzo, non sarà semplice ma cercherò di esprimere nel migliore dei modi il mio pensiero.
Flavio Pagano è un giornalista, uno scrittore, un editorialista del Corriere del Mezzogiorno ed un'opinionista di Donna Moderna dove attualmente cura una rubrica in cui parla del morbo di Alzheimer. 
Mi sono avvicinata a questo romanzo grazie al consiglio di un'amica che me ne ha parlato con tale enfasi da convincermi. In effetti nelle sue pagine qualcosa di magico c'è; la magia della vita, l'infinito amore di una madre nei confronti dei propri figli e una malattia da camuffare con l'ironia e tanta ma tanta pazienza.

"Perdutamente" è tratto dalla drammatica esperienza che vede come protagonista la mamma dell'autore Flavio Pagano. Una terribile diagnosi sentenzia la presenza incalzante del morbo di Alzheimer, una malattia neurodegenerativa. Le conseguenze le conosciamo tutti, cambiamenti repentini di umore, disorientamento, depressione, incapacità di prendersi cura di sè così che le comuni capacità basilari vengono perse. 
Ora provate a immaginare la convivenza con un malato di Alzheimer, cosa fare? Come comportarsi e soprattutto come approcciarsi ad una malattia che solo a pronunciarla incute paura e un elevato senso di smarrimento?

 "Ma non bisogna abbandonarsi al panico. Non bisogna aver paura. Questo non bisognerebbe farlo mai, perché chi ha il coraggio di stare al mondo, non ha motivo di temere null'altro. Bisogna essere pronti a tutto, è vero, ma non solo al peggio. 
E non bisogna lasciarsi risucchiare dalle suggestioni del passato e de futuro. In mezzo c'è la cosa più importante: il presente. Dimenticarlo, è come dimenticarsi di se stessi."


L'autore attraverso la sua personale esperienza ci sbatte in faccia la realtà, ovvero la difficoltà di dividere i propri spazi con un malato affetto dal morbo di Alzheimer in una città come Napoli che rende tutto più complicato. Con tono canzonatorio viene documentato l'infinito iter burocratico per ricevere la pensione d'invalidità e gli innumerevoli ostacoli che l'ingombro di una semplice carrozzina arreca, basta solo pensare agli angusti spazi delle ascensori, le buche per strada e la presenza di gradini, in particolar modo nei pubblici uffici da demoralizzare chiunque.

In un palazzo costruito alla metà del Settecento in pieno centro a Napoli assistiamo a simpatici siparietti che l'autore mette in scena, coinvolgendo la mamma ottuagenaria e tutti i componenti della sua famiglia a diventare attori di se stessi. Il contributo di ciascuno di loro sarà importante, dal nipote che finge di giocare a carte con la nonna, alla radio che regala momenti danzanti all'episodio di San Gennaro che mi ha fatto morire dalle risate. 
Un mix di ironia e leggerezza condiscono le pagine di "Perdutamente" tanto che il lettore si ritrova a sorridere anche se il tema trattato è molto delicato. 
Delicate e commoventi sono state anche le ultime pagine dove viene svelato il contenuto della "lettera" finalmente consegnata nelle mani del figlio dove parole dolci e sincere racchiudono un amore indissolubile... 
Leggere questo romanzo è come sentirti un pesciolino (come illustrato in copertina), si rimane a bocca aperta quasi a boccheggiare per salvarsi e trovare una via di fuga. Ci si perde nei meandri della nostra morale cercando di captare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato ma vi anticipo, senza trovare una risposta. Alcune situazioni bisogna viverle per poter giudicare!
Voltata l'ultima pagina ho riflettuto molto, trovo che la penna di Flavio Pagano possa essere definita una bacchetta magica capace di creare magia, una magia che solo una famiglia con tutti i suoi pregi e difetti purché unita può scaturire. L'anziana madre viene avvolta dall'incantesimo dell'amore dei propri cari e la malattia da ostacolo diviene uno strumento per sentirsi vivi e far sentire vivi. 
Una lettura che consiglio a chi vive situazioni simili come incoraggiamento ma anche a chi ha voglia di qualcosa di toccante, coinvolgente e semplicemente, perdutamente vero!

"Certi meccanismi, certi legami, impediscono di allontanarsi, ma anche d'incontrarsi. Ci tengono uniti come fossimo pianeti. Ci fanno ruotare su noi stessi, cadendo all'infinito l'uno contro all'altro. E' il gioco delle parti, pensai. E' la famiglia."