mercoledì 19 aprile 2017

Recensione - "Se mi tornassi questa sera accanto" di Carmen Pellegrino




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"Se mi tornassi questa sera accanto"


Carmen Pellegrino

Casa Editrice: Giunti Editore
Pagine: 228
Prezzo: 16,00 euro
Omaggio C.E.

Sinossi: qui

Il titolo poetico e l'uomo in cima a una scala con lo sguardo perso oltre le mura mi hanno ammaliato. Primo libro che leggo di Carmen Pellegrino, conosciuta come abbandonologa, termine nato dalla fervida immaginazione di un bambino. Lei che ama abbandonarsi tra i ruderi di una casa o girovagare in un giardino pieno di erbacce trasporta la sua "passione" nei suoi scritti. 
"Se mi tornassi questa sera accanto", è l'incipit di una nota poesia di Alfonso Gatto, "A mio padre", poeta campano molto apprezzato dall'autrice.
"Se mi tornassi questa sera accanto" è la storia della famiglia Pindari, ma è anche una storia di abbandono, speranza, legami indissolubili e di un fiume.
Tre i protagonisti: Giosuè, Nora e Lulù. 
Giosuè, l'uomo della concretezza,  dai modi aspri e rigido nelle idee, dal carattere burbero, socialista di principio e strettamente legato alla sua terra. Un uomo d'altri tempi mi vien da dire, dalle emozioni relegate nel fondo della propria anima, quasi dimenticate, perché un uomo con dei principi politici ben saldi e una certa educazione non può permettersi di mostrare. 
Durante la narrazione Giosuè ci parla anche della moglie Nora, chiusa nel suo male di vivere, fredda con la figlia Lulù, distante quanto basta per farla sentire fuori luogo, lei che da una mamma vuole carezze e un minimo di amore si ritrova a fare "da mamma".

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E infine c'è lei, Lulù, la vera protagonista del romanzo insieme alle acque del fiume (il fiumeterra, così chiamato da Giosuè).  Ed insieme al fluire delle acque del fiume fluiscono anche i ricordi di Giosuè. Le lettere che papà Giosuè scrive a Lulù, andata via e della quale non ha più notizie, le affida alla corrente convinto che prima o poi quelle acque le trascineranno al cuore di Lulù. Attraverso le lettere Giosuè si spoglia di tutti i suoi errori e si sforza di parlare alla figlia col cuore in mano supplicando il suo perdono. 
Giosuè, uomo radicato nelle sue convinzioni, insegna a Lulù già in tenera età i segreti del fiume e della corrente ben convinto del suo futuro. Vuole inseguire un sogno, creare L'Ignoto Ideale, e Lulù deve necessariamente seguirlo nel suo progetto. 
Il capitolo in cui Giosuè chiede alla figlia cosa le piacerebbe fare da grande, consapevole del fatto che il suo destino è già tracciato l'ho trovata meravigliosa. 

"Quale mestiere ti piacerebbe fare?"
"Ho deciso due anni fa. Farò la pensatrice. Avrò un'officina tutta mia dove aggiusterò i pensieri rotti."
"Più che un'officina avrai un intero villaggio da gestire. Avrai la terra. Ci sarà il fiume e ci sarò io. E ci saranno quelli che attraverso di noi vivranno il riscatto della propria condizione. Mi segui? Tu avrai la città dell'Ignoto Ideale da portare al massimo del suo splendore."

Giosuè indirizza Lulù a studiare Agraria e le inculca i suoi principi. L'idea dell'Ignoto Ideale, l'illusione di costruire case sulla sponda del fiume, abitato da contadini e operai e vivere con i prodotti che la terra avrebbe offerto, un progetto in cui crede molto, basato su una visione tutta personale del lavoro e della terra su cui vive.

In "Se mi tornassi questa sera accanto" emerge il rapporto genitoriale tra padre e figlia, un legame fatto di cose non dette, di ubbidienza e di sacrifici. Lulù si ritrova a sacrificare se stessa per il volere del padre fino al giorno in cui prende una decisione e va via... Saranno sempre le acque di un fiume ad accogliere Lulù, a cullarla dai suoi pensieri ed inoltre sarà la presenza di Andreone a risvegliare in lei l'idea della riconciliazione. 
Le acque del fiume scorrono fluide come le vite dei protagonisti, uno scrosciare costante aleggia tra le pagine, percepiamo la potenza dell'acqua e l'importanza ad essa attribuita concepita come elemento d'unione tra i due.

"Nel fiume ci ritroveremo".

Nella prima parte (di qua dalle mura) alla voce narrante si alternano i capitoli con le lettere che il padre scrive alla figlia, mentre nella seconda parte (di la dalle mura, che ho amato di più) la storia di Lulù ci viene narrata con grazia ed eleganza da sembrare una favola. Ho trovato favolosa la considerazione finale che è po' racchiude l'essenza dell'intera storia.
Una prosa ricercata, raffinata e sublime accompagnata ad alcuni riferimenti poetici donano alla trama un sapore antico. Un romanzo particolare nel suo genere che offre diverse chiavi di lettura, un tuffo nei rapporti familiari e la consapevolezza che "un semplice cambio di residenza non basta perché il presente non assomigli più al passato".
 

"Se mi tornassi questa sera accanto" è un romanzo che smuove le emozioni più profonde, fa riaffiorare ricordi e invita alla riflessione. Perché dietro allo scudo emotivo di un papà si cela un universo immaginario di frasi lasciate a metà e parole non dette.

A mio padre

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l'ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s'accenda
di speranza di poveri di cielo,
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.
Alfonso Gatto


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